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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/01/2013  -  stampato il 09/12/2016


Esclusione dal concorso in Polizia Penitenziaria dopo visita medica: DAP perde ricorso al TAR

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater)

ha pronunciato la presente SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 457 del 1999, proposto da: Omissis, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Carlo Parente, Erennio Parente, con domicilio eletto presso Giovanni Carlo Parente in Roma, via Emilia, 81;
contro
Ministero di Grazia e Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
esclusione dal concorso per l'assunzione nel corpo di Polizia Penitenziaria.

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente impugna il decreto del Ministero della Giustizia notificato il 22 ottobre 1998, con il quale è stato reputato inidoneo all’assunzione nel corpo di Polizia Penitenziaria, in quanto affetto da “strapiombo dx per rachide dorsale”, nonché il bando del concorso che ha sostenuto ai fini dell’assunzione, nella parte in cui vi si prevede l’insindacabilità del giudizio della commissione medica chiamata a valutare la ricorrenza delle cause di inidoneità fisica, ex art. 123 d.lgl. n. 443 del 1992.
In fatto, il ricorrente espone di avere partecipato al concorso bandito il 3 dicembre 1996 e di essere stato escluso per un’infermità dalla quale non sarebbe in realtà afflitto.
Con un’unica censura, articolata in tre distinti motivi di ricorso, viene lamentato l’eccesso di potere ed il difetto di motivazione sotto tale profilo.
Il Tribunale ha accertato durante la fase cautelare, con istruttoria, che in effetti la condizione di cui il ricorrente soffre “non determina alcuna scoliosi lombare, né alterazioni funzionali apprezzabili” (così il verbale dei direttore dell’istituto di ortopedia dell’Università la Sapienza di Roma).
È stata conseguentemente accordata la misura cautelare.
Il ricorso giunge oggi alla trattazione del merito: persiste, su questo piano, l’interesse alla decisione, allo scopo di rendere definitiva la statuizione cautelare. L’ammissione nella Polizia Penitenziaria del ricorrente è avvenuta non per acquiescenza da parte dell’amministrazione, ma per effetto dell’ordine cautelare di questo Tribunale, sicchè a tutt’oggi necessita un accertamento definitivo.
Ciò detto, il Tribunale non può che confermare quanto rilevato in sede cautelare.
L’art. 123 del d.lgl. 443 del 1992 prescrive, secondo un’interpretazione costituzionalmente conforme, l’esclusione dei candidati affetti da patologie di apprezzabile entità, ovvero tali da riverberarsi negativamente sul servizio.
Nel caso di specie, è stato accertato in modo congruo che la condizione medica del ricorrente non rientra in tale categoria.
L’atto impugnato va perciò annullato, poiché basato su un erroneo presupposto di fatto.
Sfugge all’annullamento, viceversa, il bando di concorso: esso, infatti, va interpretato non nel senso, ovviamente incostituzionale, di precludere l’accesso alla giustizia contro i provvedimenti di esclusione dei candidati per inidoneità fisica, ma nel senso che le determinazioni della commissione medica sono inoppugnabili nell’ambito del procedimento concorsuale, ferma la tutela giurisdizionale.
La soccombenza su quest’ultimo punto del ricorrente giustifica la compensazione delle spese.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,
Annulla il provvedimento di esclusione del ricorrente.
Compensa le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 dicembre 2012 con l'intervento dei magistrati:
Elia Orciuolo, Presidente
Rita Tricarico, Consigliere
Marco Bignami, Consigliere, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 28/01/2013