www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/11/2009  -  stampato il 03/12/2016


Marpiccolo

Molti critici hanno accostato Marpiccolo di Di Robilant a Gomorra di Matteo Garrone non fosse altro che per le similitudini della Taranto del quartiere Paolo VI con la Napoli di Secondigliano.

In realtà Marpiccolo (il titolo richiama il nome dato al bacino marino che si insinua nella città di Taranto tra i ponti ed il lungomare) è tratto dal libro Stupido di Andrea Cotti e ricorda vagamente le ambientazioni di Fronte del Porto di Elia Kazan piuttosto che il film di Garrone. Il regista Alessandro Di Robilant ci aveva già raccontato la drammatica storia di Rosario Livatino nel suo Il Giudice ragazzino.

Tiziano, il giovane protagonista di Marpiccolo, nasce nella parte sbagliata della città di Taranto, il quartiere Paolo VI inquinato dalla ILVA, tra strade dissestate e case abusive, dove non esistono farmacie, librerie o centri commerciali.

Tiziano, a dispetto dei suoi sedici anni si deve sobbarcare tutte le responsabilità di un capofamiglia perché il padre ha abbandonato moglie e figli. Il film è, praticamente, il ritratto di un adolescente che, vittima di un contesto sociale e familiare degradato, finisce nelle mani della malavita locale.

L’inevitabile conseguenza dei crimini dei quali si rende responsabile lo porterà nel carcere minorile. Fortunatamente per lui, nel carcere incontrerà un poliziotto penitenziario che lo aiuterà a riprendersi la propria vita.