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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/02/2013  -  stampato il 07/12/2016


Ilaria Cucchi: mio fratello e morto in seguito alle percosse subite in carcere da parte degli agenti di Polizia Penitenziaria

Basta leggere le recenti dichiarazioni della signora Ilaria Cucchi per polemizzare con chi a parole dice di difendere l’ìmmagine della Polizia Penitenziaria e nei fatti si candida nella sua stessa lista al Senato. Dal sito (www.vigilanzademocratica.org 15.12.2012) leggiamo:” Ilaria Cucchi , la sorella, i periti della difesa, l’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, affermano invece che quel ragazzo arrestato per spaccio morì sì in ospedale solo e abbandonato, ma in seguito ai calci e alle violenze ricevute in carcere. Ucciso a forza di botte. La perizia sottolinea la responsabilità dei medici, ma non degli agenti penitenziari… «Ecco l’incongruenza. Stefano è finito nel reparto penitenziario dell’ospedale Pertini dopo il pestaggio barbaro ricevuto in carcere da chi lo aveva in custodia. Per questo era lì. Dove l’hanno lasciato morire. Come un cane. Per loro era un tossico, e a chi importa la vita di un drogato?».

E ancora, dal sito www.ilmessaggero.it 3.2.2012, si legge:” L'avvocato Anselmi: Le fratture sul corpo di Stefano Cucchi sarebbero state provocate dal pestaggio delle guardie carcerarie e non sarebbero precedenti all'arresto. Così l'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, nel corso di una conferenza stampa al Senato, risponde alle indiscrezioni sui nuovi esami medico legali effettuati sulla salma di Stefano Cucchi. «Stefano Cucchi è morto a causa di negligenza medica grave in seguito a una colluttazione violenta con le guardie carcerarie: al momento è questa la ricostruzione della Procura di Roma». 

Basta, quindi farsi un giro su internet per capire quale astio e rancore, probabilmente legittimo dal suo punto di vista, nutra la signora Cucchi nei confronti della Polizia Penitenziaria. Tra l’altro l’ultima dichiarazione rilasciata al programma radiofonico “La Zanzara” chiude il cerchio e fa uscire allo scoperto le intenzioni della sorella del povero Cucchi "E' vero - prosegue la Cucchi - sfrutto la morte di mio fratello per andare in parlamento e battermi per la situazione delle carceri. Non voglio fare l'ipocrita perchè sicuramente senza la mia tragedia non sarei nessuno". Inoltre, alle dichiarazioni di Giovanardi che comunque difende gli agenti coinvolti nel presunto massacro dichiarando che sono stati già massacrati dall’estrema sinistra, Ilaria Cucchi sottolinea: "Mio fratello è morto in seguito alle percosse subite in carcere da parte degli agenti di Polizia Penitenziaria!” (www.ilmondo.it del 2.2.2013)

Se c’era quindi qualche dubbio, la bella trasmissione radiofonica di David Parenzo ha chiarito il pensiero di questa “candidata”. Se quindi questi sono i candidati di “Rivoluzione Civile” di Ingroia, la Polizia Penitenziaria dovrebbe fare una campagna elettorale CONTRO ed in massa, con un passaparola che passa anche attraverso i social network, altro che votare il sindacalista dell’OSAPP che spudoratamente dovrebbe salire sul palco con chi accusa la Polizia Penitenziaria di massacri e saluta la morte di un brigatista con il pugno alzato come nell’800 cantando l’Internazionale.

Alla luce di quanto emerge, a mio parere, il sindacalista ne guadagnerebbe in dignità ed in immagine se facesse una dichiarazione pubblica con la quale annunciasse il suo disimpegno dalla campagna elettorale, nonostante l’avvenuta candidatura.