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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/02/2013  -  stampato il 04/12/2016


Avellino: il ritorno di Pinocchio che non si smentisce!

Nel mese di maggio del 2012 si decise di far aprire in fretta e furia il nuovo padiglione ad Avellino – dall’Amministrazione PADIGLIONE DE VIVO in memoria di Sasà – perché lo “voleva la politica”.

Quindi sulla volontà dell’Amministrazione Centrale, quella periferica mise in atto tutte le misure necessarie per far sì, che detto impegno, si concretizzasse nel minor tempo possibile nonostante le magre energie economiche dell’Istituto e quelle del personale colà in servizio . Dalla messa in sicurezza, all’arredamento, dal conteggio dei posti di servizio (unitamente allo staff del PRAP Napoli), alla convocazione delle OO.SS. presso il PRAP Napoli.

Quindi l’impronta iniziale già venne “scalfita” senza l’ausilio di alcuna persona fuori dalle mura dell’Istituto penitenziario di Avellino, o meglio con tutti i suggerimenti di coloro che navigavano nell’orbita dalla stessa struttura…

Non è stato neanche facile prepararsi per accogliere 120 detenuti provenienti dal circuito penitenziario della Campania: “ dai colloqui – solo dopo poco tempo si è avuta la completa autonomia della vigilanza alle sale - all’accettazione dei familiari che si recano ai colloqui (ancora adesso è gestita del personale della struttura), dai conti correnti-sopravvitto al centralino, dalla matricola al N.O.T.P. ( mica risulta che sia aumentato il personale al Nucleo con la venuta di circa 100 detenuti fuori provincia?... e quanto ne aumenterà all’apertura di Ariano?), per non parlare del carico di lavoro del personale sanitario e civile che presta la propria attività lavorativa in favore di tutti i detenuti.

Una cosa è certa ed è sostanzialmente quello che pensiamo noi: ancora una volta il sacrificio è fatto dal personale ed a loro va tutto il nostro apprezzamento, per quello che hanno fatto ieri e continua a fare oggi; il personale al nuovo padiglione – … anche per noi padiglione DE VIVO… - presta la propria attività lavorativa al servizio del Paese e della sua sicurezza, con nuove misure sulle quali non è stato appieno formato, seppur misure già descritte nella 354 del 1975.

Certo la differenza c’è – non si prevedeva nel ’75 la tecnologia - con la vecchia struttura come ad esempio l’apertura e la chiusura delle celle per avviare e richiudere i detenuti che si recano alle docce; l’apertura e la chiusura delle celle per avviare i detenuti al passeggio per ben due volte al giorno; l’apertura e la chiusura delle celle per avviare i detenuti ai colloqui; l’apertura e la chiusura delle celle per avviare detenuti al cospetto dei medici, alla matricola, alle udienze, a lavorare,….insomma l’aggravio di lavoro si ha oppure no? … è questa la differenza? …non è disparità di trattamento?

Senza parlare poi dell’ambiente tecnologico e pulito in cui si lavora al “Padiglione DE VIVO”, mentre la restante struttura si sta logorando con il passare del tempo basti solo vedere in che condizioni si trova l’intercinta – non c’era neanche bisogno di sputarci in faccia da soli con la pubblicazione delle fotografie… e che dire dei servizi che sono fermi solo grazie al progetto del precedente comandante di reparto? – Qui avremo modo da dire, ma ci rifaremo alla prossima puntata – : non è affatto vero che il servizio decentrato funziona solo perché c’è la vigilanza dinamica – e qui stendiamo un velo pietoso perché se vigilanza si deve chiamare è di certo “Video Vigilanza” quella che si fa ad Avellino - , tanto è vero che in tutte le strutture penitenziarie aventi detta modalità di turnazione risulta avere successo poiché è volta alle esigenze dei lavoratori ed a quelle dell’Amministrazione basti guardare gli Istituti della Capitale e quelli più vicini di Napoli ed il gioco è fatto.

Una cosa è vera: l’abbattimento delle malattie del Personale si ha nelle strutture penitenziare dove vige un sistema di turnazione proiettato verso il benessere con le modalità lavorative e non di certo per quelle custodiali dei detenuti: senza tener conto delle motivazioni che già ampliamente abbiamo rappresentato ai precedenti capoversi, ovvero anche le condizioni dei luoghi in cui si presta il servizio.

Diciamocela tutta: con il personale ridotto la sera e la notte, la vera e propria vigilanza dinamica si sta facendo alla vecchia struttura, senza però la tecnologia ed i servizi decentrati della V.V. al padiglione DE VIVO.

Le pecche dell’Istituto irpino sono due: non ha un reparto per “dimittenti” – e qui è la struttura che non lo permette – e l’altra un servizio programmato e decentrato per il personale della Polizia Penitenziaria come prevede la normativa vigente!

Però, per dare lustro al personale tutto che c’è lo chiede, soprattutto quello del Padiglione DE VIVO, non volendo cadere nelle sterile polemiche del “neo” – in tutti i sensi – sindacalista (già ci ha provato in diverse occasioni, cederà anche in questa…) sentiamo il bisogno di ragguagliarlo nella ragione e ad essere più umile poiché asserisce di aver fatto tutto lui, forse anche il progetto della realizzazione del padiglione DE VIVO, chiedendo audizione al DAP – ma da sindacalista o di appartenente al Corpo!!!

Ricordiamo a costui che ha prestato la sua attività lavorativa in funzione di Poliziotto Penitenziario e non da sindacalista – precisazione dovuta in quanto sembra proprio che alcune persone non riescono a separare l’attività sindacale dal servizio. Tenuto presente ciò, si potrà anche riconoscere a detto ispettore - e non al neo sindacalista – di aver messo in atto tutte le indicazioni che di volta in volta gli sono state suggerite dal Comandante di Reparto e dal Direttore per poi terminare alla collaborazione di tutto il Personale di Avellino compreso quello assegnato dal Comandante di Reparto al Padiglione DE VIVO, per far si che il progetto iniziale – fallito e mai decollato del tutto a causa dei palloncini che di certo si sono portati in aria tutte le idee, lasciando solo le cose più PESANTI A TERRA, NOSTRO MALGRADO….. - potesse avviarsi aprendo una sola sezione di circa 35 detenuti a differenza del neo Ispettore che ne gestisce 3, aprendone altre due con circa 140 ristretti, senza l’ausilio di alcun sovrintendete – forse solo grazie lui il “neo” sindacalista ha avuto la meglio - e tante nuove problematiche sopraggiunte e lasciate proprio incautamente da chi avrebbe dovuto condurre la sicurezza dei detenuti - nella sola sezione – e la gestione di quelle poche unità che gestiva - o meglio le gestiva il sovrintendente.

Certamente il nuovo Coordinatore, da persona seria e coerente ha continuato il suo lavoro secondo le direttive impartite dal Comandante del Reparto e della Direzione, proponendo e aggiungendo di volta in volta tutta una serie di attività che certamente prima non erano neanche state pensate portando il reparto ad un funzionamento a pieno regime con detenuti che, seppur selezionati, sono sicuramente differenti (sia per fine pena sia per comportamento ) dai primi arrivati (codice bianco) da tutti gli istituti della regione.

Inoltre, il rafforzamento della pianta organica del personale di Polizia Penitenziaria ha portato ad una riorganizzazione e rimodulazione dell’organizzazione del servizio. Per il resto, non vale la pena continuare…ma vale la pena ricordare che questo ispettore già 10 anni fa gestiva reparti della CR BOLLATE organizzati a regime aperto e senza video sorveglianza…

Il Sappe, primo sindacato della Polizia Penitenziaria della Provincia di Avellino, della Campania e della Nazione intera – qualcuno dal basso lo chiama “SINDACATONE” – è determinato ad affermare che il sistema di V.V. non potrà mai attuarsi e continuare ad andare avanti considerate le problematiche di carattere economico e del contingente del Corpo che continua a diminuire, senza però dimenticarsi del problema cardine: la popolazione detenuta che continua ad aumentare.

Oltre a sperare provvedimenti SERI da parte del Governo, per decongestionare le carceri, - non crediamo che la prossima legislatura possa approvare la conduzione dei detenuti nella V.V. così come oggi è attuata – crediamo invece che un progetto dell’Amministrazione, - sponsorizzato da un solo sindacato, forse per “amicizia e senso del rispetto !!!….” - , non potrà continuare ad attuarsi per il futuro – se poi, come ad esempio e non solo a Trento con 300 detenuti si vigilerà con trenta agenti allora le cose cambieranno….. -, auspicando un imminente cambio di marcia proprio per evitare disparità di trattamento fra il personale ed anche dei detenuti – riteniamo che sia meglio istituire le sezioni per dimittenti, inviare alle nuove strutture detenuti con un fine diverso da quelli che si trovano nelle condizioni giuridiche dei ristretti al Padiglione DE VIVO – investendo più su misure alternative alla detenzione con l’Istituzione ed i controlli da affidare ai Commissariati della Polizia Penitenziaria, senza dimenticarci dei braccialetti elettronici.

Questi sono i commenti che potrà leggere il Direttore Generale ed il suo Vice non di certo le paventate annunciazioni di vili attacchi e, “se avete modo di leggere anche le repliche, certamente pepate che arriveranno dalle fini menti all'articolo in argomento, avrete modo di farvi una idea ancora più chiara di chi e con chi si ha, purtroppo a che fare!.. fonte il Ciriaco… ” così recitava il neo sindacalista – restando in attesa che costoro chiedano l’avvicendamento del Direttore e del Comandante del carcere di Parma dove è avvenuta quella clamorosissima evasione di due soggetti davvero poco raccomandabili, come fecero ad Avellino….. ora potete certamente giudicare ed esprimere la vostra, questa volta però noi con un poco di umiltà, che ci ha sempre contraddistinto, ci rivolgiamo al personale sindacalizzato da costoro, non di certo quello che scrive quelle schifezze sul blog….., demandando a loro il senso del giudizio sugli insulti che perverranno.

Crediamo, poi, che chi lascia il Comando ad un sovrintendente – C.R. Sant’Angelo dei Lombardi – invece di farlo lui con il grado da ispettore, non rispecchia certamente i canoni che si arroga, tralasciando le veste da Ispettore e quelle da sindacalista, la paternità dell’apertura del Padiglione DE VIVO!

È facile onorarsi dei meriti propri quando in realtà sono di altrui… forse costui sta già immedesimandosi nella parte di un futuro onorevole, come sembra muoversi il sindacalista di peso più rappresentante dei detenuti che del Corpo, prendendo spunto dal suo “Capo…doglio pilota” senza accorgersi di fare la fine “ dè l’onorevole Trombetta ” che prima o poi sarà trombato come già per il passato lo è stato…

P.S. come già detto per il passato ad una sua replica, qualora ne facesse un’altra, invece di perdere tempo a scrivere, lo spenderemo a fare volontariato o per stare in armonia in famiglia anche perché si dice in irpinia: a lavare la testa al ciuccio si perde il tempo ed il sapone” – a causa della loro testardaggine – poiché costoro sembra proprio che vivano di solo pane!