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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/02/2013  -  stampato il 03/12/2016


Forse i Magistrati di Sorveglianza entrano troppo poco all'interno delle carceri

Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sull’eventualità di estendere il principio di posticipare la detenzione in carcere per gravi motivi di salute, anche nel caso in cui in carcere non ci sia posto e quindi, per non rischiare di “torturare” i detenuti costringendoli ad una detenzione sovraffollata, lasciarli fuori fino a quando non si libera un posto: in pratica una lista d’attesa. Carceri a numero chiuso se inumane e degradanti: proposta choc del Tribunale di Sorveglianza

Oggi sono già iniziati i tam tam di associazioni e insigni giuristi per appoggiare una simile proposta. A me, da uomo qualunque, mi sembra una proposta indecente. Non ho gli strumenti giuridici per contestare in punto di diritto gli effetti che si produrrebbero, ma da uomo qualunque una cosa mi sono sempre chiesto: ma questi Magistrati di Sorveglianza, come svolgono la loro funzione di “sorveglianza”? Ci vanno mai nei penitenziari della loro giurisdizione, di persona,  a verificare la situazione? Oppure si limitano a sfogliare burocraticamente i fascicoli dei detenutii?
Esiste un sito internet, un rapporto, un Ufficio a cui chiedere quante volte i magistrati di sorveglianza si recano in carcere? C’è una statistica ufficiale?

Lo potremmo chiedere ai due magistrati di Sorveglianza che abbiamo conosciuto più da vicino: Alessandro Margara, capo dap alla fine degli anni novanta ed ora garante dei detenuti della Regione Toscana,  e Giovanni Tamburino, capo del dap dal 2012 al (speriamo) 2013 ...