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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/02/2013  -  stampato il 08/12/2016


Mr. Tambourine: Il Terminator del D.A.P

Mai come in questo tristissimo periodo abbiamo assistito ad un tasso così alto di evasioni dalle disastrate carceri italiane. Una volta le evasioni facevano scalpore perché erano rare. Alcune erano veramente audaci altre fortunose, altre ancora spettacolari, ma sempre poche rispetto alla statistica recente che ci rimanda una foto impietosa delle carceri e di chi è preposto al loro governo.

Inevitabili le inchieste penali e disciplinari che colpiscono senza pietà colleghi agenti, comandanti e direttori ai quali si addosserà necessariamente la colpa al fine di lavarsi la coscienza e di avere il solito capro espiatorio: un direttore che verrà trasferito (ma poi farà ricorso al TAR e lo vincerà), un comandante che verrà esautorato poiché nonostante non abbia uomini e risorse a sufficienza verrà considerato colpevole in quanto capo area sicurezza (ma esiste ancora l’area sicurezza?), i poveri o il povero agente di turno che verrà massacrato scientificamente.

Quello che non ci spieghiamo è come mai nonostante tutte queste evasioni degli ultimi mesi, a coloro che sono a capo del Dipartimento non viene mai mossa alcuna accusa. E’ sotto gli occhi di tutti lo stato disastroso delle carceri dove manca tutto, perfino la carta igienica per i detenuti e si va avanti grazie alla carità cristiana di qualche cappellano e di qualche associazione di volontariato. Manca la benzina per i mezzi, ops scusate mancano anche i mezzi che sono tutti in officina e aspettano di essere riparati (quando arriveranno i soldi), manca la carta per le fotocopia, mancano i toner, mancano soprattutto gli agenti e si tolgono le sentinelle, mancano i prodotti di pulizia, si affittano le macchine a noleggio per le traduzioni e per scarrozzare qualche Autorità che non può fare assolutamente a meno dell’auto; le Autorità Giudiziarie continuano ad aprire fascicoli contro i direttori in caso di mancata traduzione dei detenuti in Tribunale, tuonando contro l’Amministrazione Penitenziaria; non ci sono soldi per la manutenzione dei fabbricati, però ci sono le camicie bianche ma non si possono indossare……..Insomma oggi l’immagine del DAP è quella di un malato terminale al cui capezzale c’è uno stuolo di medici che non cercano di salvarlo ma si cercano la raccomandazione per diventare Primari, mentre il malato muore. Pensano solo a se stessi a fare carriera e non pensano all’ultimo degli agenti che lavora in condizioni estreme. Ipotizzano forme di sorveglianza dinamica che non stanno né in cielo né in terra in quanto partono da visioni sbagliate del carcere, dalla visione di chi in carcere non ci ha mai lavorato o dalla visione di chi nelle carceri ci ha lavorato vero, ma fa di tutto per compiacere le idee visionarie di chi fino ad oggi non si è mostrato all’altezza della dirigenza di una macchina complessa come quella del DAP. 

Si continuano ad improntare corsi di formazione basati su teorie avveniristiche ma si perdono i “fondamentali” del poliziotto penitenziario. Insegnate agli allievi a fare le battiture delle inferriate (quella tra gli agenti di custodia era un’arte, era come suonare uno strumento), insegnate loro come si fanno le perquisizioni sulla persona e all’interno delle celle, insegnate loro come si controllano i pacchi alla buca pranzi o come si controllano i familiari dei detenuti a colloquio, insegnate loro come si fa a perquisire i lavoranti, come si fa a tenere il fiato sul collo ad alcuni detenuti stranieri che hanno nel DNA la tendenza all’evasione, applicate agli ex evasi il 41 bis, fate qualcosa, mandate i soldi per riparare i muri di cinta, gli impianti di video sorveglianza obsoleti. Non facciamoci ridere addosso dai cittadini ai quali non siamo più in grado di garantire sicurezza. Sarebbe bello, e sarebbe un gesto di alto senso civico, che in mezzo a questo disastro il nostro Presidente, oltre ad ordinare giustamente le inchieste per far luce sugli episodi, rassegnasse le proprie dimissioni per responsabilità oggettiva, in quanto nonostante le grida di allarme quotidiane che si levano dalle carceri non è riuscito a sollevare di qualche punto l’Amministrazione né il morale di chi vi appartiene.

 

Evasione Varese: Comandante della Polizia Penitenziaria aveva segnalato al DAP le carenze della sicurezza a gennaio