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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/02/2013  -  stampato il 06/12/2016


Elezioni 2013, nessun vincitore e un solo perdente: gli italiani

Scrivo questo editoriale ad urne chiuse e spoglio appena ultimato. I risultati elettorali ci hanno consegnato un’Italia pressoché ingovernabile.

Il solito centrosinistra, ancora troppo condizionato dai retaggi del passato, anche questa volta non è stato capace di cogliere il malessere degli elettori e, con l’ennesimo peccato di presunzione, ha (ri)perso l’attimo. Con il senno del poi, più di qualcuno sta recriminando sulla candidatura di Bersani a sfavore di quella di Renzi, rimpiangendo il maggior appeal dell’enfant prodige fiorentino.

Il PD sembra proprio il protagonista perfetto della famosa Legge di Gisberg, quella che recita: “Non puoi vincere. Non puoi pareggiare. Non puoi nemmeno abbandonare…”

Dall’altra parte dell’emiciclo, il solito Berlusconi, interpretando la campagna elettorale come fosse la fiction di Retequattro Tempesta d’amore, recupera gran parte dei consensi perduti nella sciagurata esperienza col Governo Monti e porta il PDL ad un sostanziale pareggio.

Dal canto suo, Monti “buca” le rosee previsioni dei sondaggi preelettorali e riesce a malapena a superare quel dieci per cento di discrimine tra il dentro e il fuori al Parlamento.

A nulla vale lo straordinario exploit di Grillo e del suo Movimento 5 stelle che, pur riportando un indiscutibile successo elettorale con più di dodici milioni di voti, finisce per contribuire soltanto all’ingovernabilità del Paese.

Da registrare, infine, il fallimento del legal dream di Antonio Ingroia e del suo Partito dei PM e l’esclusione dal Parlamento di Fini e Di Pietro e di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Radicali.

In buona sostanza, le urne non hanno individuato alcun vincitore. Per altro verso, invece, è evidente chi sia stato sconfitto: gli italiani.

Da stamattina, infatti, già siamo nuovamente alle prese con lo spread in rialzo e con le borse in ribasso il che, addizionato alla recessione, alla disoccupazione e al debito pubblico potrebbe finire per portarci a far compagnia alla Grecia, come bidonville dell’Unione Europea. Churchill, svariato tempo fa, sosteneva che la democrazia è un sistema dove il voto di due imbecilli vale di più di quello di un persona intelligente e, pur tuttavia, lo stesso Churchill ha potuto governare democraticamente il Regno Unito anche grazie al voto degli imbecilli.

Cosa succederà adesso? Certamente, gli scenari prossimi venturi non sono poi tantissimi.

Indubbiamente, dovrebbe essere proprio il centrosinistra di Bersani, in virtù della maggioranza relativa, a proporre ipotesi di governo.

La prima, quella a mio avviso più probabile, è un governo di programma da proporre alle altre forze politiche

L’altra ipotesi è quella di un governo a tempo con l’unico obiettivo di approvare una riforma elettorale per andare nuovamente alle urne.

L’ultima ipotesi, quella che sembrava impossibile, è un governo di centrosinistra, con o senza l’apporto di Monti, e l’appoggio esterno del Movimento 5 stelle.

Purtroppo, sempre a mio avviso, tutte le ipotesi formulate portano inevitabilmente ad elezioni anticipate con una durata dell’Esecutivo direttamente proporzionale alla realizzazione degli obiettivi preposti alle alleanze di governo.

Tutto sommato, però, l’eventualità di tornare subito alle urne non è poi così sciagurata perché una tale circostanza potrebbe anche consegnarci uno scenario tanto fantascientifico quanto auspicabile: il Movimento 5 stelle maggioranza assoluta alla Camera e al Senato ed in grado di formare un Governo monocolore di democristiana memoria.

Di contro, una valutazione del genere non può non essere contemplata anche dai partiti tradizionali che, proprio per questo, hanno tutto l’interesse a (e faranno del tutto per) rinviare sine die una nuova tornata elettorale. In altre parole ci siamo incartati in una situazione alla comma 22, quello che diceva che: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non può essere pazzo.”

P.S.
L’unica nota positiva di questo turno elettorale (ovviamente dal nostro punto di vista) è la mancata elezione di certi personaggi candidati da Rivoluzione Civile; personaggi che, a causa di sventurate vicende personali, avevano una visione distorta del carcere e, di conseguenza, si prefiggevano obiettivi piuttosto inadeguati e, perlopiù, lesivi della dignità della Polizia Penitenziaria.