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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/03/2013  -  stampato il 26/07/2017


"IO TI PROTEGGERO' OVUNQUE!" (formula di giuramento di ogni body guard di Dirigente Generale)

In questi giorno il Ministro della Giustizia Paola Severino ha fatto un tour delle carceri siciliane per vedere anzitutto lo stato strutturale degli Istituti e per esprimere la sua gratitudine agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per il prezioso lavoro che svolgono in favore della società, (la stessa società che li ripaga definendoli ancora oggi, a vent’anni dalla riforma: secondini n.d.r.). Un Ministro che ha destato profonde simpatie tra gli agenti della periferia dimenticata di questo Paese. Una piccola gratifica per chi ogni giorno, senza uomini né mezzi tira avanti la baracca.

Al seguito del Ministro un piccolo esercito di funzionari, Provveditore, Capo del Dipartimento, Capo del Cerimoniale, Segretari ecc. ma soprattutto un esercito di body guard dall’aria incazzata e minacciosa, con pantaloni militari mimetici, con baffi biondi ossigenati, o con vestiti un po’ larghi per nascondere l’arma d’ordinanza; attenzione, tutti nostri colleghi che momentaneamente non fanno servizio in sezione di fronte ai detenuti, ma stanno esercitando un compito altrettanto importante tutelare queste personalità, fare in modo che nessuno si avvicini a loro e tenere tutti a debita distanza. Uno sfolgorio di auricolari di gesti in codice, di occhiate torve a chi si avvicina a più di un metro dal Ministro, braccia aperte sulla folla che sembrano tante “autostart” davanti ai cavalli pronti per la corsa al trotto.

Questi nostri colleghi body guarda, talvolta per un giorno o due, mi fanno tanta tenerezza, sembra quasi che prima di entrare a far parte di questa elite di poliziotti abbiano pronunciato il solenne giuramento: Io ti proteggerò ovunque!!

Altrimenti non si spiega come mai nonostante il Ministro e il suo seguito si trovino in un Istituto dove il capo massimo della sicurezza è il Comandante di Reparto, un Commissario con tre stelle, talvolta un Ispettore, questi body guards continuino imperterriti ad affiancare il Ministro o gli altri funzionari cercando di tenere lontani il Comandante, il Direttore o altri colleghi graduati, padroni di casa, al seguito del corteo; non ci credete? Chiedetelo in giro ai colleghi che hanno assistito a queste scene mortificanti. Ma è possibile che il Ministro o gli altri funzionari al suo seguito non avessero sentito il bisogno di congedare momentaneamente questi body guards dicendo loro: andate a riposarvi, qui c’è il nostro Comandante di Reparto che si prenderà cura della nostra sicurezza, perché forse non avete capito che non stiamo in Via Roma, o al Corso Vittorio Emanuele, siamo dentro un carcere e dovete avere rispetto e anche un po’ di fiducia in chi vi lavora dentro 8 ore al giorno e si occupa a tempo pieno di sicurezza e non voi che ve ne occupate di tanto in tanto……

Purtroppo questo non è stato detto e quindi in molti casi abbiamo dovuto assistere a questi siparietti ovvero il body guarda “autostart” con dietro il Comandante che cerca di affiancarsi il Ministro, ma quelle braccia non si chiusero ed il povero Comandante restò indietro, provando una grande mortificazione. Si spera solo che gli addetti al cerimoniale possano redarguire, per il futuro, questi colleghi che nella foga del loro lavoro, dimenticano la gerarchia, ed in qualche caso anche la buona creanza.