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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/03/2013  -  stampato il 10/12/2016


Il carcere preventivo tra realtą e finzione

Iniziò Alberto Sordi ad innalzare alla attenzione dell'opinione pubblica i paradossi della carcerazione preventiva in Italia quando in un film il srcasmo sulle miserie del nostro sistema giuridico o sui metodi di applicazione delle norme, si materializzò con le parole : " tutti dentro " .

Si è tentato di riscrivere il Codice di Procedura Penale ma sulla custodia cautelare in carcere non si è affatto centrato l'obbiettivo se poi il Giudice Europeo ha condannato l'Italia al pagamento di risarcimenti importanti ai detenuti vessati nella loro dignità , se le carceri sono sempre sovraffollate da detenuti in attesa di giudizio, se ci si accorge che molte persone scontano anticipatamente delle pene , che non sono neppure pene rieducative nel senso intelligente che al termine si può dare ma non sono altro che angherie e sofferenze morali e fisiche imposte a chi non ha neppure una condanna definitiva sulle spalle .

La domanda è anche quella se il Giudice si rende conto che comunque una misura cautelare o preventiva in carcere non potrebbe che essere sempre una misura eccezionale e ci si domanda anche se con onestà intellettuale, prima che morale ,non sia spesso possibile o addirittura dovuta la applicazione delle misure alternative allorchè fossero comunque salvaguardante le esigenze processuali da un lato e cautelari dall'altro . Non credo che alcuni Giudici si siano resi conto della mostruosità giuridica di alcune prese di posizione che hanno distrutto moralmente dei cittadini ; non ci dice ancora nulla - per citarne una - le sofferenze sopportate per tanti anni dall'ex Ministro Sen. Calogero Mannino poi definitivamente assolto dal reato monstre e fuori dalla intelligibilità concreta del concorso esterno in associazione mafiosa . Il procuratore di Milano in una nota di agenzia richiama i suoi sostituti ad applicare le misure alternative al carcere ; ma vi era una tale necessità ? E' così evidente che sulla libertà personale nessuno può scherzare: ma si scherza ancora perchè il Codice Rocco non è stato mai aggiornato sull'argomento .

Appare evidente che la misura della custodia cautelate in carcere è inevitabile per fermare la criminalità comune e, soprattutto , la criminalità organizzata che crea sempre un importante allarme o pericolo pubblico e sociale oppure quando vi è il concreto pericolo che il reato venga portato a conseguenze ulteriori ; appare meno necessaria l'adozione di tale misura o anche di quelle alternative tutte quelle volte in cui tale pericolo non vi sia oppure sembra evidente che già con l'apertura di un procedimento penale a seguito dell'interrogatorio dell'indagato si sia in grado di apportare elementi di equilibrio, di legalità e di di stabilità dell'ordine giuridico che si presume violato .

Credo che non possiamo più tricerarci dietro al fantasma del pericolo dell'inquinamento delle prove perchè quando si arriva all'interrogatorio dell'imputato o dell'indagato , i sitemi moderni di accertamento e di indagine escludono categoricamente che qualcuno possa fare il furbo se non a suo danno come le cronache ci hanno sempre dimostrato . E poi di quale senso di civiltà giuridica possiamo farci vanto se si emettono misure cautelari prima che l'indagato abbia avuto il tempo o il modo di chiarire la sua posizione e la posizione di quanti si presumano coinvolti nel delitto . Assistiamo a custodie cautelari in cui veramente si ha il dubbio che si perseguano dei fatti-reato avvenuti con dolo ( Ad esempio il caso Orsi di Finmeccanica ? ) .

Il ledere o il mettere a repentaglio inutilmente o ingiustamente la libertà e la dignità di una persona prima che vi sia una sentenza definitiva di condanna appare un crimine esso stesso e - a dire il vero- allo stato dell'arte un ritocchino al Codice Penale va apposto a tutela della libertà o della reputazione personale ; ma nel frattempo si rende necessario puntualizzare e sfrondare tutto quel miserevole inciucio lessicale e giuridico che regola attualmente la applicazione delle misure cautelari .

Iniziando dall'art. 272 del C PP io distinguerei i due momenti , il prima e il dopo la condanna definitiva e scriverei :
 

Misure cautelari prima della condanna definitiva
 
" La libertà personale è sacra ed inviolabile e la misura cautelare in carcere è applicabile qualora costituisca un rimedio inevitabile, temporaneo ed eccezionale e non sia possibile l'applicazione delle misure alternative degli arresti domiciliari o della libertà vigilata o del soggiorno in strutture sanitarie o di accoglienza "
 
Art. 273
 
" Nessuna misura cautelare in carcere può essere disposta sin quando l'indagato possa essere interrogato ,possa essere posto a confronto e possa essere posto in condizione di addurre prove o elementi probatori a sua concreta discolpa "
 
Art. 274
 
" Le misure cautelari possono essere disposte quando si manifesti un serio pericolo di non poter assicurare diversamente il reo alla giustizia o si manifesti il pericolo alla sicurezza dei cittadini e delle loro libertà costituzionali non diversamente tutelabili ed in particolare
 
a) quando sussista pericolo di fuga per un reato previsto con la pena superiore a due anni di reclusione
 
b) quando le modalità e le circostanze del fatto e la personalità dell'indagato desunta da comportamenti concreti induca a ritenere il pericolo che il reato venga portato a conseguenze ulteriori e che vi sia pericolo alla salute e alla libertà dei cittadini e sia prevista una pena superiore nel massimo a quattro anni
 
Art. 275
 
Quando le esigenze cautelari in carcere vengono meno e sia assicurato che non vi siano pericoli di fuga, debbono essere disposte le misure alternative ritenute più consone al caso concreto.
 
Non è consentita alcuna misura alternativa al carcere per i reati legati alla criminalità organizzata ( 416 bis ) e vi siano indizi certi o concordanti elementi probatori di colpevolezza o comunque reati associativi legati alla criminalità comune o vi sia tendenza a delinquere .
 
E' escluso che misure cautelari possano essere applicate per fattispecie non espressamente contemplate nel codice penale , vi siano dubbi sulla genuinità degli indizi o delle prove e così anche in tutti i casi di processi indiziari e quando vi siano giuste ragioni che possa essere disposta la sospensione cautelare della pena o altra misura o beneficio di legge, tali da non escludere che non vi potranno essere le responsabilità per cui si procede .
 
Art. 276
 
Art. 276 bis
 
Art. 276 ter
 
Misure coercitive dopo la condanna definitiva alla pena detentiva
 
La misura detentiva è inevitabile ed inderogabile per tutto il corso della pena irrogata per tutti i reati commessi dalla criminalità organizzata o commessi dalla criminalità comune in forma associativa e tutti quei reati commessi con fini di terrorismo e di destabilizzazione economica , sociale , morale anche con intenti o finalità ideologiche e di potere .
In ogni altra ipotesi , superato un periodo di recupero del condannato ritenuto strettamente necessario caso per caso , vanno valutate le possibilità della sostituzione della misura cautelare in carcere con una misura alternativa qualora venisse ravvisata per tale via una concreta possibilità di rieducazione e di reinserimento nella società del condannato .
Le misure alternative debbono essere prontamente revocate in caso di trasgressione alle disposizioni imposte dal Giudice .

Credo di aver toccato dei punti essenziali su cui ragionare per semplificare e rendere operativa, efficace e maggiormente organica una normativa essenziale e ripetutamente richiesta dalle associazioni di volontariato che dedicano la loro attività meritoria nelle nostre carceri e da ben noti gruppi politici .
 
Avv. Giuseppe Pigliapoco