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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/03/2013  -  stampato il 05/12/2016


Intitolata all’ass. capo Giuseppe Montalto l’aula bunker della casa circondariale di Trapani

Si è svolta stamane la cerimonia di intitolazione dell’aula bunker della Casa Circondariale di Trapani al nostro compianto collega Giuseppe Montalto, ucciso dalla mafia nel 1995 nella frazione trapanese di Palma. L’evento ha coinciso con la celebrazione della 18ª Giornata della Memoria, dedicata al ricordo delle vittime di tutte le mafie, organizzata dall’Associazione Libera. 

Presenti le massime Autorità Militari provinciali, scarsa la presenza dei politici a parte il combattivo Sindaco di Erice Giacomo Tranchida (comune su cui ricade la C.C. Trapani) e qualche altra figura di secondo piano; assente il Sindaco di Trapani, ex Generale dei Carabinieri, la cui assenza è stata perfino stigmatizzata pubblicamente dalla vedova Montalto, signora Liliana Riccobene.

Per l’Amministrazione Penitenziaria, presenti il Provveditore Regionale per la Sicilia dott. Maurizio Veneziano, il Direttore della C.C. Trapani dott. Renato Persico e lo scrivente Comandante della Polizia Penitenziaria Trapanese.

Del processo per l’uccisione di Giuseppe Montalto ha parlato il giudice Piero Grillo che ha sottolineato come il potere mafioso sia caratterizzato da “ferocia e viltà” perchè sceglie il sistema dell’agguato per colpire servitori dello Stato che fanno il loro dovere. “Quanta responsabilità abbiamo, come società civile, nella morte di Giuseppe Montalto?” ha chiesto il giudice che ha proseguito: “Ogni volta che qualcuno di noi non ha fatto il proprio dovere ha contribuito ad isolare quelle che poi sono diventate vittime della mafia”.

Commovente l’intervento di Liliana Riccobene, vedova di Giuseppe Montalto, che ha ringraziato per la solidarietà mostrata dopo la morte del marito i colleghi della Polizia Penitenziaria. “Lui conosceva i rischi che correva ma ha deciso di stare dalla parte giusta”, ha detto Riccobene.

Particolarmente intenso è stato anche l’intervento del sostituto procuratore di Trapani Andrea Tarondo, che, insieme a Ignazio De Francisci, rappresentò la pubblica accusa nel processo per l’omicidio di Giuseppe Montalto. “Ci vuole tempo prima che le vittime di mafia vengano riconosciute come tali – ha commentato – e si sviluppi una consapevolezza civile. Sono contento che questo sia avvenuto anche per Giuseppe Montalto”.

Dopo la sobria cerimonia di scopertura della targa, da parte della figlia Ylenia e della moglie di Peppe Montalto, l’incontro è continuato con la lettura dei nomi delle mille vittime della mafia, dal 1893 ad oggi.

L’intitolazione dell’Aula Bunker annessa alla Casa Circondariale di Trapani, è un importante riconoscimento per la memoria del collega ucciso.

L’aula Bunker fu costruita circa 15 anni fa per ospitare il primo maxi processo alle cosche mafiose trapanesi (processo OMEGA) ma visto che l’utilizzo processuale è andato via via scemando nel tempo, il Sindaco Tranchida ha auspicato un suo utilizzo anche per manifestazioni di vario genere, convegni, dibattiti ecc. in modo da sfruttare razionalmente e preservarne l’abbandono questa magnifica opera che da oggi porterà per sempre il nome del nostro collega Montalto.

Fonte: www.trapanioggi.it