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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/03/2013  -  stampato il 05/12/2016


L'uomo di potere

Ancora una ennesima volta riceviamo lamentele e doglianze da parte del Personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Avellino che mal sopporta le continue osservazioni offensive formulate in stretto e tipico dialetto avellinese, pronunciate da un alto dirigente sindacale, all’indirizzo di Personale in servizio, durante le sue visite in Istituto.-

Per rendere meglio la questione, dobbiamo ricordare le testimonianze dirette che riferiscono che in data odierna tale personaggio presso la palazzina del N.O.T.P. di Avellino, ha apostrofato ad alta voce le testuali invettive alla presenza di Personale colà in servizio: “su questo nucleo ci sono gli infami……”

Gli addetti ai lavori ipotizzano che tali volgari apprezzamenti, anche se senza precisi destinatari, fossero rivolti ad iscritti forse disdettati dalla sigla rappresentata dallo stesso dirigente sindacale.-

Non è la prima volta che siamo costretti a segnalare, dietro sollecitazione dei colleghi, siffatti comportamenti che denotano un modo di porsi, di fare e di essere alquanto disdicevole, comportamenti questi posti sempre dallo stesso personaggio che mostra tutta la sua arroganza figlia di un substrato culturale di certo non proporzionato alla alta carica rivestita nell’ambito sindacale di sua pertinenza.-

Tale personaggio, dall’alto del suo rango, negli ultimi tempi ama definirsi pubblicamente: “uomo di potere”, ma non ama accettare le benché minime regole di convivenza umana come ad esempio quella del divieto di parcheggio.

A nostro modesto parere, egli non sa che chi riveste incarico sindacale, sia esso l’ultimo delegato di periferia o, il segretario generale in Roma, è chiamato a svolgere non un “potere” come ama affermare il nostro, vittima di una perenne onnipotenza, ma semplicemente rendere un servizio.-

Giusto indicato ultimamente da Sua Santità Papa Francesco, all’inizio del Suo Pontificato, rivolto ai veri potenti della terra, ricordando appunto con Sante parole che “ il potere è solo servizio, esercitato con umiltà e tenerezza … ”

Ci voglia perdonare Sua Santità se lo abbiamo citato indegnamente, ma noi stessi abbiamo il coraggio, al suo posto, e chiediamo di “ perdonare coloro che non sanno quello che fanno….”

Per tornare ai fatti di casa nostra, bisogna comunque evidenziare che il Personale della Polizia Penitenziaria di Avellino, gradisce sempre meno sentire esternazioni ed invettive di tale genere, offese gratuite e riferimenti a persone assenti o non meglio precisate, lo stesso Personale coinvolto suo malgrado chiede solo di essere lasciato in pace e di non essere distratto soprattutto quando svolge servizio in condizioni critiche quali sono quelle attuali presso la C.C. di Avellino, condizioni che sì queste dovrebbero essere oggetto di azioni sindacali e non altro…

Qualcuno ha affermato che il Personale ad Avellino non era sereno, riconducendo ciò alla presenza del Direttore, adesso che quel Direttore non è presente ci sembra che chi era inqueto e poco sereno prima, mostra di essere sempre più inquieto creando ancora ad arte fazioni contrapposte fra di loro.-   

Di certo il nostro intervento non è teso ad alimentare faziosità, ma dopo un lungo silenzio siamo spinti unitamente dalla nostra coscienza a rappresentare quello che pensiamo su di una questione che non è ancora del tutto compresa e chiarita.

Attilio RUSSO