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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/03/2013  -  stampato il 04/12/2016


Tra vecchio e nuovo

Nel romanzo Il Gattopardo, ambientato in Sicilia durante i moti risorgimentali tra il 1860 e il 1910, il Principe di Salina invita a guardare il divenire storico attraverso la lente di un telescopio. Il lettore de Il Gattopardo assiste a un incessante susseguirsi di ripetizioni cicliche prive di finalità.

Qualunque finalismo cade di fronte all’ineluttabile eterno ritorno e, di conseguenza, la vita umana perde ogni connotazione escatologica.

Ecco allora che la famosa frase “Tutto deve cambiare perché rimanga tale e quale”, diventa quanto mai attuale per il nuovo Parlamento.

Quando ormai circolavano con insistenza i nomi di Dario Franceschini ed Anna Finocchiaro quali candidati alla Presidenza rispettivamente di Camera e Senato sono stati candidati ed eletti Piero Grasso e Laura Boldrini, il cui curriculum personale appare davvero ineccepibile.

All’insegna con quello che è divenuto un imperativo categorico kantiano, vale a dire l’assoluta discontinuità con il passato, entrambi hanno fatto sapere che rinunceranno all’alloggio di servizio, a una parte della scorta, nonché al 50% della retribuzione netta: decisione, peraltro, fortemente attesa e perfettamente in linea con i discorsi di insediamento.

A questo punto speriamo che l’ex Procuratore antimafia continui in questo percorso di rinnovamento e di abolizione dei privilegi, intervenendo  autorevolmente sull’istituto del fuori ruolo, affinché sia l’eliminato, del quale non dovrebbe giovarsi, in quanto sembra abbia rassegnato le dimissioni irrevocabili dalla magistratura, come riferiscono in tal senso le agenzie di stampa.

Nell’auspicio che il Sen. Grasso rinunci anche all’eventuale assegno vitalizio da parlamentare che andrebbe a sommarsi al trattamento pensionistico da magistrato, rinnovo i sensi della mia migliore considerazione.