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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/04/2013  -  stampato il 02/12/2016


Servizio Traduzioni: salvaguardare la professionalitÓ dei colleghi che svolgono il Servizio da anni

Sono un Assistente Capo che nel 1995 è partito per il corso di formazione del Servizio Traduzioni presso la scuola Carabinieri di Chieti, quando il Corpo aveva finalmente preso in consegna il servizio delle Traduzioni dei detenuti.

A tutt'oggi sono in carico all'aliquota fissa del Nucleo T.P. di Perugia che, con notevoli difficoltà operative organizzative e sempre sotto organico, è andato avanti.

Preciso, per non essere frainteso, che non si finisce mai di imparare perché c'è sempre un nuovo evento che ti fa rimanere perplesso. Però mi sento di dire che vorrei trasmettere questa mia esperienza operativa fatta di confronti e scontri con Magistrati e avvocati e famigliari dei detenuti etc. , ai nuovi colleghi che quotidianamente vengono impiegati dall'Istituto alle traduzioni senza essere messo da parte perchè adesso bisogna fare la rotazione, (cioè oggi non ci servite più) siamo tutti bravi e esperti ad effettuare le traduzioni arrivederci e grazie.

Mi chiedo: perché non è stato fatta prima questa rotazione delle aliquote fisse dei nuclei traduzioni? Tutto questo è inmorale e mi fa rabbia che i Sindacati non tengano conto della professionalità acquisita giornaliermente nelle aule dei Tribunali e sulle strade.

ATTENZIONE a chi mandiamo in giro, in questi anni ho visto cose assurde . Mi aspettavo dai sindacati locali di Perugia una sensibilizzazione nella richiesta di rotazione per mantenere l'aliquota fissa in pianta stabile per la continuità della conoscenza dei luoghi e delle persone etc., ad esempio, come hanno fatto già altre realta operative come Terni o Messina che hanno messo a rotazione solo le unità da integrare.

Perchè non riconoscere una qualifica, inesistente per volontà dei dirigenti, a chi ha iniziato a fare le traduzioni nel 1995?

S. D. M. (lettera firmata)