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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/04/2013  -  stampato il 04/12/2016


“To support and to confort” il nuovo motto immaginato dal DAP per la Polizia Penitenziaria

Nelle auto della Polizia Americana possiamo leggere il loro motto: To protect and  to serve.

Presto in quelle della Polizia Penitenziaria, soprattutto in quelle riservate ai Commissari, potremo leggere il loro nuovo motto: To support and to confort.

Infatti, le nuove direttive che arrivano dal DAP dicono che bisogna meglio distribuire il personale di P.P. specie Ispettori, Sovrintendenti ma anche funzionari, durante l’arco delle 24 ore “ con la previsione di un più qualificato contributo del personale del ruolo degli ispettori, dei sovrintendenti e direttivo del Corpo, la cui presenza, oggi, risulta spesso concentrata nelle sole ore centrali della giornata […]”. 

Non solo: “I funzionari del Corpo […] saranno con la loro presenza e il loro sostegno non solo conforto agli altri operatori ma anche segnale dell’unità delle funzioni del Corpo”.

Pertanto, è allo studio il motto da affiggere, se non sulle auto di servizio (visto che sono tutte rotte e in officina), dietro l’ufficio del Comandante “Per supportare e confortare” prevedendo di accorpare al Comandante Commissario anche le funzioni del Cappellano d’Istituto, in modo da ottenere anche un lieve risparmio per l’Amministrazione.

Per amor di verità e per logica, la soluzione prospettata non sarebbe neppure da scartare a priori, atteso che in altri corpi e forze di polizia già è prevista un’articolata rotazione di tutti i ruoli del personale nei diversi servizi istituzionali, ciascuno secondo le rispettive competenze. 

In effetti molti sono gli Istituti dove gli Ispettori sono concentrati per il 90% nei servizi antimeridiani, lasciando spesso agli assistenti capo il compito della sorveglianza generale nelle ore pomeridiane e notturne (Ucciardone docet) come se gli Ispettori avessero previsto l’8/14 nel loro contratto, una volta acquisito il grado.

Ed in effetti c’è bisogno di una radicale revisione, a mio parere, della modalità di servizio, degli orari ; anche se quanto scrivo probabilmente va a cozzare con l’ultima sentenza del lavoro oltre le 36 ore che, se da un lato è stata sbandierata come una vittoria sindacale, dall’altro ha gettato nel caos gli uffici servizi degli Istituti ed ha creato problemi grossissimi per la gestione del personale, a causa della cronica carenza di personale, delle continue richieste di personale al NTP e quindi delle continue modifiche apportate durante la giornate che non permettono una facile programmazione dei servizi e dei riposi e, questo bisogna dirlo, non dobbiamo guardare solo il lato monetario della storia.

Ma tornando ai Commissari che da oggi dovranno anche fare le “prime” e possibilmente le “notti” al fine di confortare il personale e dimostrare l’unità del Corpo o di quanto siano vicini al personale, come in ogni cosa fatta dal Dipartimento si comincia sempre con il chiedere il sacrificio la prostrazione ai Direttori ma non si concede nulla a priori, prima di chiedere, come nel caso della sorveglianza dinamica senza che sia stata abolita la colpa del custode; non si è stati capaci di fare un riordino e dare uno sbocco alla carriera degli Assistenti Capo promuovendoli vice sovrintendenti dopo un tot anni di servizio, non si riesce a gestire un concorso di ispettori che si trascina stancamente ormai da anni, si preclude la promozione ai commissari al ruolo speciale promuovendone solo in pochi e per merito comparativo, si mortificano i nuovi Commissari talvolta relegandoli a capiposto di sezione, si danno delle indicazioni restrittive ai Commissari per partecipare alle manifestazioni, inibendo di fatto l’esposizione della divisa del Corpo ma affidando ai Direttori (dei civili)  la rappresentanza del Corpo con il risultato che il Direttore viene fotografato o ripreso insieme a tanti uomini in divisa, ma i nostri funzionari non ci sono e quindi l’immagine del Corpo ne viene danneggiata; non parliamo poi delle rappresentanze fuori comune, con auto di servizio, che vengono vietate a causa della spending rewiew anche se il comune è a soli 15 chilometri di distanza dall’Istituto.

Insomma da quei pochi Commissari che lavorano negli Istituti (perché ormai tantissimi sono emigrati in lidi più felici (Dap, Scuole dove si insegna a cavalcare, scuole interforze, Prap, segreterie di alti dirigenti ecc….) senza mezzi, senza risorse umane, si pretende chissà che cosa, senza dare nulla in cambio, nemmeno un obolo in più nel FESI.

Sicuramente i sottufficiali vanno redistribuiti in modo più equo nei vari turni di servizio negli istituti ma se tutti i sottufficiali che sono distaccati nei vari uffici dipartimentali e provveditoriali e perfino all’UEPE dessero il loro contributo settimanale negli Istituti, probabilmente saremmo tutti più contenti di dare il nostro contributo e sentirci parte di una grande famiglia.  

In questo modo facciamo solo parte di una famiglia “incestuosa”.