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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/01/2013  -  stampato il 04/12/2016


Escluso dal Concorso per limiti statura di 164,5 cm: DAP perde ricorso al TAR Lazio

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1540 del 1998, proposto da:
T.F., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Carlo Parente, con domicilio eletto presso Giovanni Carlo Parente in Roma, via Emilia, 81;
contro
Ministero di Grazia e Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
esclusione dall'assunzione nel corpo di Polizia Penitenziaria per mancanza dei requisiti richiesti dagli artt.122 e 123 del D.Lgs. n. 443 del 1992
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero di Grazia e Giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 dicembre 2012 il dott. Marco Bignami e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
________________________________________
Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Il ricorrente impugna il decreto del Ministero della Giustizia del 12 novembre 1997, con il quale è stato reputato inidoneo all'assunzione nel corpo di Polizia Penitenziaria, in quanto affetto da "deficit staturale", nonché il bando del concorso che ha sostenuto ai fini dell'assunzione, nella parte in cui vi si prevede l'insindacabilità del giudizio della commissione medica chiamata a valutare la ricorrenza delle cause di inidoneità fisica, ex art. 122 e 123 D.Lgs. n. 443 del 1992.
In fatto, il ricorrente espone di avere partecipato al concorso bandito il 3 dicembre 1996 e di essere stato escluso poiché di altezza pari a cm 164,5.
Con un'unica censura, articolata in tre distinti motivi di ricorso, viene lamentato l'eccesso di potere ed il difetto di motivazione sotto tale profilo.
Il Tribunale ha accertato durante la fase cautelare, con istruttoria, che in effetti il ricorrente è alto cm 165,5, e dunque rientra nei limiti previsti in forza dell'art. 112, lett. b) del D.Lgs. n. 443 del 1992.
È stata conseguentemente accordata la misura cautelare.
Il ricorso giunge oggi alla trattazione del merito: persiste, su questo piano, l'interesse alla decisione, allo scopo di rendere definitiva la statuizione cautelare. L'ammissione nella Polizia Penitenziaria del ricorrente è avvenuta non per acquiescenza da parte dell'amministrazione, ma per effetto dell'ordine cautelare di questo Tribunale, sicchè a tutt'oggi necessita un accertamento definitivo.
Ciò detto, il Tribunale non può che confermare quanto rilevato in sede cautelare.
Nel caso di specie, è stato accertato in modo congruo, da parte della 1 clinica ortopedica dell'Università la Sapienza di Roma, che l'altezza del ricorrente è di un cm superiore a quella rilevata dalla commissione di concorso.
L'atto impugnato va perciò annullato, poiché basato su un erroneo presupposto di fatto.
Sfugge all'annullamento, viceversa, il bando di concorso: esso, infatti, va interpretato non nel senso, ovviamente incostituzionale, di precludere l'accesso alla giustizia contro i provvedimenti di esclusione dei candidati per inidoneità fisica, ma nel senso che le determinazioni della commissione medica sono inoppugnabili nell'ambito del procedimento concorsuale, ferma la tutela giurisdizionale.
La soccombenza su quest'ultimo punto del ricorrente giustifica la compensazione delle spese.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,
Annulla il provvedimento di esclusione del ricorrente.
Compensa le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.