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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/02/2013  -  stampato il 05/12/2016


Risarcimento danni per ricostruzione di carriera in Polizia Penitenziaria: DAP perde ricorso

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10819 del 2012, proposto da:
A.D., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Carlo Parente, con domicilio eletto presso Giovanni Carlo Parente in Roma, via Emilia, 81;
contro
Ministero della Giustizia (D.A.P.);
sul ricorso numero di registro generale 10738 del 2012, proposto da:
A.D., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Carlo Parente, con domicilio eletto presso Luigi Parente in Roma, v.le Gottardo, 21;
contro
Ministero della Giustizia (D.A.P.), rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'ottemperanza
quanto al ricorso n. 10819 del 2012:
ricostruzione di carriera e retrodatazione dell'immissione nei ruoli dell'organico del corpo di p.p. (8/9/1997) - risarcimento danni.
quanto al ricorso n. 10738 del 2012:
esclusione dalla graduatoria per l'arruolamento nel corpo di Polizia Penitenziaria - esecuzione del giudicato: sentenza del tar lazio sen. 1^ quater n. 5681/12.
Visti i ricorsi e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia (D.A.P.);
Viste le memorie difensive;
Visto l 'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 febbraio 2013 il dott. Marco Bignami e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
________________________________________
Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Il ricorrente, operante del corpo di Polizia Penitenziaria, con un primo ricorso ((r.g. n. 10738 del 2012) agisce per conseguire l'ottemperanza alla sentenza n. 5681 del 2012 di questo Tribunale, passata in giudicato, con cui se ne è accertato il diritto: a) "alla ricostruzione di carriera, con accessiva restituito in integrum ai fini giuridici, economici e previdenziali" per il periodo 2 luglio 2002-26 febbraio 2003; b) al risarcimento del danno, pari al 50% delle retribuzioni, ai corrispondenti contributi previdenziali, alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali, per il periodo 18 giugno 2001-8 febbraio 2002.
La sentenza in esecuzione ha infatti accertato che l'amministrazione ha illegittimamente omesso di assumere il ricorrente per il periodo sub b), e ha illegittimamente interrotto il rapporto di lavoro durante il periodo sub a).
Con decreto del 22 ottobre 2012, l'amministrazione ha retrodatato la nomina del ricorrente, "riconoscendo, altresì, ai soli fini giuridici, i periodi 18 giugno 2001-17 febbraio 2002 e 2 luglio 2002-26 febbraio 2003".
Il ricorrente lamenta che tale atto, in elusione del giudicato, non abbia provveduto ad attribuire il credito accertato dal Tribunale.
Con separato ricorso di cognizione (r.g. n. 10819 del 2012) il suddetto decreto è stato impugnato per analoga ragione nelle forme ordinarie.
In via preliminare, il Tribunale dispone la riunione dei ricorsi, secondo quanto indicato da Cons. Stato, A. Plen., n. 2 del 2013, avendo preventivamente disposto la trattazione dell'azione di ottemperanza in udienza pubblica.
Va esaminato prioritariamente il ricorso per ottemperanza, che è fondato.
Non vi è dubbio che, per effetto della sentenza in esecuzione, l'amministrazione non abbia alcun margine di discrezionalità in ordine alle modalità dell'ottemperanza, che sono state compiutamente descritte in sede di cognizione.
Alla luce di ciò, il decreto del 22 ottobre 2012 reca una statuizione in palese contrasto con quanto ordinato dal giudice, fin sul piano letterale, posto che espressamente limita la rilevanza dei periodi per i quali spetta danno o crediti da lavoro "ai soli fini giuridici", ignorando sia la componente risarcitoria per l'arco temporale 18 giugno 2001-8 febbraio 2002, sia il profilo restitutorio economico e previdenziale per l'arco temporale 2 luglio 2002-26 febbraio 2003.
L'atto è conseguentemente nullo in parte qua, ovvero limitatamente all'espressione "ai soli fini giuridici" che vi compare.
Peraltro, l'inerzia dell'amministrazione nel pagare genere di per sé inadempimento, in violazione del giudicato.
Allo stato, il Tribunale ritiene prematura la nomina del commissario ad acta, alla quale si provvederà se l'amministrazione non eseguirà quanto ordinato entro 30 giorni.
Quanto al ricorso cognitorio, esso va dichiarato improcedibile per carenza di interesse, alla luce della precedente statuizione.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in Euro 1200,00, oltre accessori di legge.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater)
riuniti i ricorsi,
Dichiara nullo il decreto 22 ottobre 2012, limitatamente alle parole "ai soli fini giuridici".
Ordina all'amministrazione di eseguire il giudicato, come in motivazione, entro 30 giorni.
Dichiara improcedibile il ricorso r.g. n. 10819 del 2012 per sopravvenuta carenza di interesse.
Condanna l'amministrazione a rifondere le spese, che liquida in Euro 1200,00, oltre accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.