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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/02/2013  -  stampato il 09/12/2016


Cessazione dal servizio per mancanza di lodevole servizio: Poliziotto perde ricorso al TAR

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 15403 del 1998, proposto da:
S.A., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Carlo Parente, con domicilio eletto presso Giovanni Carlo Parente in Roma, via Emilia, 81;
contro
Ministero Giustizia-Dipartimento Amm.Ne Penitenziaria, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
cessazione dal servizio con decorrenza 23.7.98 per mancanza del prescritto requisito del ''lodevole servizio''
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero Giustizia-Dipartimento Amm.Ne Penitenziaria;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 febbraio 2013 il dott. Maria Ada Russo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
________________________________________
Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con il ricorso in epigrafe è stato impugnato il Provv. in data 21 luglio 1998 con cui il ricorrente è cessato dal servizio a decorrere dal 23.7.1998 perché non in possesso del prescritto requisito del lodevole servizio.
Il provvedimento è stato affidato ai seguenti motivi di diritto :
1). Violazione e falsa applicazione artt. 109 e 124 D.P.R. n. 309 del 1990;
2). Violazione di legge, art. 7 L. n. 241 del 1990, violazione delle norme che regolano il procedimento amministrativo;
3). Eccesso di potere per sviamento dalla causa tipica, illogicità e contraddittorietà, inesistenza dei presupposti, difetto di istruttoria e totale travisamento dei fatti, carenza assoluta di motivazione ed incongruità della stessa; ingiustizia manifesta.
In data 19.11.2012 ha depositato memoria controparte.
In data 8.1.2013 il ricorrente ha depositato memoria di replica.
I). In via preliminare, deve essere richiamata la normativa richiamata.
Il D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 contiene il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza.
L'articolo 109 disciplina lo "Stato di tossicodipendenza degli iscritti e arruolati di leva, nonché dei militari già incorporati o in ferma, rafferma e servizio permanente".
Il comma 6 del citato articolo dispone che : "Il termine in ferma prolungata o rafferma o in servizio permanente riconosciuto tossicodipendente, che dichiari la sua disponibilità a sottoporsi a trattamenti di recupero socio-sanitario, viene posto in licenza di convalescenza straordinaria e successivamente, se del caso, in aspettativa per il periodo massimo previsto dalla normativa in vigore. Al termine del trattamento viene sottoposto a controlli sanitari intesi a stabilire la sua idoneità al servizio militare".
II). Può ora passarsi all'esame del merito del ricorso.
Il ricorso è infondato e deve essere respinto.
In particolare:
a). da tutti gli atti istruttori, risulta che il ricorrente ha beneficiato del disposto dell'art. 5, 7, D.Lgs. n. 443 del 1992 che ha previsto che al Corpo di Polizia Penitenziaria continua ad applicarsi l'art. 1, 7, L. n. 198 del 1975;
b). la norma ha consentito di svolgere servizio in Polizia Penitenziaria in luogo del servizio militare;
c). il ricorrente ha svolto il servizio sostitutivo del servizio militare nel Corpo di Polizia Penitenziaria a partire dal 23.7.1996 fino al 23.7.1997; successivamente è stato trattenuto per un altro anno al termine del quale sarebbe potuto transitare, previa frequenza di apposito corso, nel ruolo degli Agenti della Polizia Penitenziaria se in possesso del requisito del lodevole servizio (che invece è venuto meno a causa della assunzione di sostanze stupefacenti );
d). è incontestato il fatto del fermo del ricorrente con indosso una dose di sostanza stupefacente, acquistata per uso personale; sul punto, l'interessato si limita a sostenere che la PA doveva dare risalto "alla sua volontà di sottoporsi spontaneamente ad un programma di terapia disintossicante e di recupero socio sanitario" (al riguardo, l'interessato ha provveduto a depositare i documenti nn. 5 e 6 dai quali risulta che ha dichiarato di essere disponibile a sottoporsi a trattamento di recupero e che risiede presso la Comunità incontro Onlus dal 17.6.1998);
e). la giurisprudenza ha interpretato il citato comma 6 dell'art. 109 in senso restrittivo.
In particolare, è stato affermato (cfr., Consiglio Stato sez. IV, 30 aprile 1998, n. 710) che lo speciale beneficio della licenza di convalescenza straordinaria, e successiva aspettativa, previsto dall'art. 109 comma 6 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in favore di particolari categorie di militari che, riconosciuti tossicodipendenti, accettano di sottoporsi a trattamenti di recupero sociosanitario, non si applica ai militari di leva, ma solo a quelli specificamente indicati.
Anche la giurisprudenza di primo grado (cfr., T.A.R. Lecce Puglia sez. I, 18 novembre 1996, n. 847) ha precisato che l'art. 109 comma 6, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - nel prevedere che i militari di leva "in ferma prolungata o rafferma" oppure "in servizio permanente", purché riconosciuti tossicodipendenti e disponibili a sottoporsi a trattamenti di recupero socio-sanitario, siano posti innanzi tutto in licenza straordinaria e "successivamente, se del caso", in aspettativa "per il periodo massimo previsto dalla normativa in vigore" - configura una disposizione che consente per il militare di carriera, tossicomane ed intenzionato a riabilitarsi, un trattamento di favore: sicché al giudice, e ancor meno all'amministrazione, non è consentito sindacare le scelte discrezionali del legislatore improntate a valutazioni socio politiche, precluse a chi deve applicare la legge;
f). peraltro il ricorrente ha potuto completare l'anno di servizio come Agente ausiliario ma al termine dello stesso non è stato ammesso al corso poiché non in possesso del requisito del lodevole servizio;
f). infine, per consolidata regola giurisprudenziale, ampiamente condivisa da questo TAR, in tema di omissione della comunicazione dell'avvio del procedimento (strumento principale di partecipazione) i provvedimenti come quello di specie non devono essere preceduti dal suddetto avviso, trattandosi di provvedimenti tipici e vincolati.
Anche controparte specifica che il provvedimento impugnato costituisce l'automatica e necessitata conseguenza della mancanza del requisito del lodevole servizio (cfr., art. 1, 7, L. n. 198 del 1975).
In conclusione, stante la legittimità dell'operato della PA, la completezza dell'istruttoria svolta e l'adeguatezza della motivazione del provvedimento impugnato, il ricorso deve essere respinto.
Sussistono giusti motivi per compensare le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater) definitivamente pronunciando :
Respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.