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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/02/2013  -  stampato il 04/12/2016


Poliziotto penitenziario vince ricorso al TAR del 1998: assunto all'epoca con riserva

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 14061 del 1998, proposto da:
L.M.G., rappresentato e difeso dall'avv. Girolamo Rubino, con domicilio eletto presso Adele Rubino in Roma, via E. Chini, 66;
contro
Ministero di Grazia e Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
esclusione dall'assunzione nel corpo di Polizia Penitenziaria ricorso pervenuto dal Tar Sicilia a seguito della decisione n.1060/98 del Consiglio di Stato Sezione IV.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero di Grazia e Giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2013 il dott. Marco Bignami e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
________________________________________
Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con ricorso notificato il 13 ottobre 1998 e depositato il successivo 16 novembre il ricorrente ha impugnato innanzi al Tar di Palermo il provvedimento di esclusione dalla procedura per il reclutamento di agenti di Polizia Penitenziaria, chiedendone l'annullamento
A seguito di regolamento di competenza, il ricorso è stato assegnato a questo Tribunale, dopo che il Tar di Palermo ha concesso una tempestiva tutela cautelare, per effetto della quale il ricorrente è stato ammesso con riserva nel corpo, ove presta servizio da molti anni.
Permane, peraltro, l'interesse ad una pronuncia definitiva, valevole a superare la riserva apposta dall'amministrazione al reclutamento.
L'atto impugnato si basa su una duplice motivazione: in primo luogo, in base all'art. 26 della L. n. 53 del 1989, che rinviava ai requisiti per l'accesso in magistratura richiesti dall'art. 124 dell'ordinamento giudiziario, precedenti penali a carico di familiari del ricorrente privavano la sua famiglia della estimazione morale indiscussa necessaria ai fini dell'assunzione.
In secondo luogo, il ricorrente stesso sarebbe stato segnalato alla Procura di Caltanisetta per i reati di ingiuria e minacce.
Con riferimento al primo profilo, è fondata la censura di violazione di legge, dovuta al fatto che l'art. 26 della L. n. 53 del 1989 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte n. 108 del 1994.
L'amministrazione si difende sul punto, osservando che l'esclusione del ricorrente è stata disposta fin dal 1993, sicché essa appariva a quel tempo legittima.
Tuttavia, il ricorrente deduce di avere avuto conoscenza del provvedimento solo nel 1997, e di averlo tempestivamente impugnato, mentre l'amministrazione non prova in alcun modo una conoscenza anteriore.
Posto, perciò, che l'odierno ricorso va ritenuto tempestivo, e che, dunque, la fattispecie non si è esaurita, non può che trovare applicazione la sentenza della Corte n. 108 del 1994, che ha espunto dall'ordinamento la norma su cui, illegittimamente, si è basato l'atto impugnato.
Quanto al secondo profilo, è pacifico in causa che il procedimento penale a carico del ricorrente è stato archiviato. In ogni caso, è altrettanto certo che un candidato all'impiego pubblico non possa venire escluso per una mera segnalazione di polizia, in assenza di adeguata valutazione e motivazione da parte della p.a. in ordine alla fattispecie concreta (da ultimo, Tar Lazio, n. 6908 del 2011).
E' perciò fondata anche in tal caso la censura di violazione di legge, anche per difetto di motivazione e carenza di istruttoria.
L'atto impugnato va perciò annullato.
Le spese, in ragione del fatto che l'esclusione fu disposta prima della pubblicazione della sentenza n. 108 del 1994 della Corte costituzionale, restano compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,
Annulla l'atto impugnato.
Compensa le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.