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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/02/2013  -  stampato il 10/12/2016


Riconoscimento causa di servizio: Commissario penitenziario perde ricorso al TAR

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 883 del 2013, proposto da:
R.E.M., rappresentato e difeso dall'avv. Fabio Pescetelli, con domicilio eletto presso Fabio Pescetelli in Roma, via Enea,14 Int.14;
contro
Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
del decreto del Ministero della Giustizia DAP, n. 020024/2012/cs con cui è stato comunicato il mancato riconoscimento della causa di servizio.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2013 il dott. Giampiero Lo Presti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
________________________________________
Fatto - Diritto P.Q.M.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Premesso, in punti di fatto, che il ricorrente, Commissario ordinario del Corpo di Polizia Penitenziaria, con istanza presentata in data 16.9.2009, ha chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità " Pregressa alopecia diffusa" e che , con provvedimento in data 1.10.2012 del Direttore Generale del Personale, l'istanza veniva rigettata in ragione di quanto ritenuto dal Comitato di verifica per le cause di servizio, con parere espresso ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. n. 461 del 29 ottobre 2001
Considerato che con il gravame il ricorrente lamenta l'illegittimità del provvedimento impugnato, assumendo, anche alla stregua di certificazione medica emessa da struttura ospedaliera pubblica, che la patologia riferita sia causalmente connessa alle mansioni svolte, in condizioni di disagio, presso la Casa circondariale di Sassari per un periodo di circa sette mesi; e deducendo, quindi, i vizi di difetto di motivazione, eccesso di potere sotto svariati profili, difetto di istruttoria.
Ritenuto che il ricorso appare manifestamente infondato considerato che:
-) il ricorrente non riferisce di episodi o circostanze particolari nell'espletamento delle mansioni di istituto, tali da implicare situazioni di particolare difficoltà o disagio diverse da quelle normalmente connesse all'attività di Comando di una Casa circondariale;
-) la relazione medica allegata dallo stesso ricorrente , lungi dall'individuare in maniera specifica un nesso di causalità della patologia riscontrata rispetto alle mansioni espletate, si limita ad indicare, in maniera generica, la possibilità che le patologie del tipo di quella riferita dal ricorrente siano correlate a realtà e dinamiche personali e relazionali e situazionali operanti come cofattori condizionanti la manifestazione e il decorso della patologia dermatologica;
-) ai fini del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di patologie, nella nozione di concausa efficiente e determinante di servizio possono farsi rientrare soltanto fatti ed eventi eccedenti le ordinarie condizioni di lavoro, gravosi per intensità e durata, che vanno necessariamente documentati, con esclusione, quindi, delle circostanze e condizioni del tutto generiche, quali inevitabili disagi, fatiche e momenti di stress, che costituiscono fattore di rischio ordinario in relazione alla singola tipologia di prestazione lavorativa (T.A.R. Lecce Puglia sez. II12 settembre 2012 n. 1522; Consiglio di Stato sez. VI 09 luglio 2012 n. 4010; Cons. Stato, 11 maggio 2007, n. 2274; T.A.R. Lazio, sez. I, 23 giugno 2003 n. 5513 e 3 aprile 2008, n. 2828; Tribunale di Rimini, 2 ottobre 2004; TAR Toscana, 17 dicembre 2001, n. 1986; Corte dei Conti Sardegna, sez. giurisdizionale, 9 febbraio 1995, n. 63);
-) nelle controversie aventi ad oggetto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti, anche ai fini della liquidazione dell'equo indennizzo, il sindacato che il giudice della legittimità è autorizzato a compiere sulle determinazioni assunte dagli organi tecnici, ai quali la normativa vigente attribuisce la competenza in materia, deve necessariamente intendersi limitato ai soli casi di travisamento dei fatti e di macroscopica illogicità, nonché alla verifica della regolarità del procedimento.
Ritenuto quindi che, non avendo il ricorrente allegato e documentato situazioni particolari e di eccezionale gravosità come causa della patologia lamentata, il ricorso va rigettato perché infondato;
Ritenuto che le spese di giudizio possono comunque essere compensate, anche in ragione della natura della controversia;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.