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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/05/2013  -  stampato il 06/12/2016


Un Prefetto Ministro della Giustizia. Ora un altro Prefetto a capo del Dap

Rivolgo un sincero augurio di benvenuto e di buon lavoro alla Ministro della Giustizia.

E’ la prima volta dopo tanto tempo che il nome del Ministro della Giustizia mi comunica tranquillità, certezze, fiducia che il problema carceri, la gestione dell’Amministrazione Penitenziaria e della Polizia Penitenziaria in particolare, saranno problemi affrontati senza compromessi, con lo scopo unico di portare programmazione, efficienza e soluzioni praticabili.

Il trascorso professionale della Ministro, parla chiaro, per cui non possiamo che essere fiduciosi anche per l’attenzione che dovrà essere rivolta alla gestione operativa della Polizia Penitenziaria.

Con D.P.R. del 3 dicembre 2012 ( Gazzetta Ufficiale del 9 gennaio 2013,n.7) il Prefetto Angelo Sinesio è stato nominato Commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie, ai sensi dell' art. 11 della Legge 23 agosto 1988 n.400 a decorrere dal 1° gennaio 2013, al fine di assicurare il completamento degli interventi necessari per la realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie e per l' aumento della capienza di quelle esistenti , previste dal programma di interventi previsto dall' art. 1 dell' D.P.C.M. n.3861/2010 del 19 marzo 2010, già avviato dal Commissario delegato per l'emergenza conseguente al sovraffollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio.

E’ evidente che, demandare i poteri d’intervento ad un Prefetto della Repubblica su una materia strettamente attinente alle competenze del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dimostra, il fallimento nella gestione di quest’essenziale articolazione dello Stato, da qui la necessità di “commissariare” la stessa.

La nomina di Annamaria Cancellieri alla Giustizia, indica quella continuità che è indispensabile per risolvere i problemi dell’Amministrazione Penitenziaria.

Quanto appena sopra, spero, sia prodromico alla nomina di un Prefetto (possibilmente proveniente dai ruoli della Polizia di Stato), a Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Non mi sento di consigliare la Ministro, la quale dall’alto della propria esperienza professionale non ha bisogno di consigli, la nomina di un Prefetto è una mia forte speranza, è un’idea che mi da profonda fiducia.

Già, un Prefetto della Repubblica, strada peraltro praticabilissima.

Nel 1991, Nicolò Amato fu nominato Prefetto di Prima Classe per consentirgli di restare a Capo del neo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

E’ un precedente importantissimo, il quale consentirebbe alla Ministro Cancellieri, di iniziare quella che potrebbe essere considerata una vera e propria rivoluzione culturale ed organica di tutto l’assetto organizzativo e strutturale, rivolto essenzialmente alla componente operativa e alla efficienza e alla efficacia dell’azione amministrativa.

E’ necessario interrompere quell’assuefazione alla sciatteria professionale che è di moda nell’amministrazione.

A rileggere quanto scritto in altri articoli, mi sorge anche il dubbio che commissariare il vertice dell’Amministrazione potrebbe non essere sufficiente, forse, è necessario operare con più incisività, forse, la presenza di “Autorità di Governo” quali sono i Prefetti della Repubblica sarebbero necessarie anche in ambito regionale, nei Provveditorati.

Sarebbe ora, di dare una svolta, di prospettare un cambio generazionale, principalmente sulle mentalità, insomma quest’Amministrazione non ha più bisogno di teologi del diritto, rende indispensabile, la presenza di uomini e donne che siano pronti a voltare pagina rimboccandosi le maniche.