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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2013  -  stampato il 11/12/2016


Dirigenti del Dap incapaci di confrontarsi sulle idee, sulle opinioni, sulle proposte e sulle critiche

Se c’è una cosa che è emersa prepotentemente in questi pochissimi anni da quando abbiamo inaugurato  questo spazio virtuale di approfondimenti su poliziapenitenziaria.it, affiancato al sito del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, www.sappe.it, è la evidentissima incapacità dei Dirigenti del DAP di riuscire a confrontarsi sulle idee, sulle opinioni, sulle proposte, sulle critiche e anche sulle accuse, che da queste pagine virtuali abbiamo mosso loro.

La ventennale esperienza della rivista cartacea “Polizia Penitenziaria Società Giustizia & Sicurezza”, di cui questo sito web  è l’estensione elettronica, aveva già portato alla luce questo aspetto, ma la cadenza mensile e i limiti di spazio-tempo-costi, tipici di una rivista corposa come la nostra, tutto sommato, concedevano al DAP un po’ di respiro tra un’uscita e l’altra.

Per i nostri (non) beneamati Dirigenti c’era tutto il tempo di mettere in piedi un castello di carte, di giustificazioni anche palesemente ingiustificabili, ma intanto prendevano tempo. La replica da parte del Sappe che avrebbe smontato il castello di carte sarebbe arrivata non prima di un mesetto e “magari” nel frattempo sarebbe montata un’altra protesta/denuncia che avrebbe reso meno attuale la prima.

Ma il web, effettivamente, ha cambiato le carte in tavola e ora è molto più facile collegare i punti, seguire i link, conservare una memoria, raggruppare quantità enormi di dati. Questo avvantaggia chi persegue con onestà la verità e rende difficile la vita a chi è abituato solo ad alzare cortine fumogene o cortine di muri di gomma.

Oggi è difficile la vita per un Dirigente che ha sempre fatto affidamento sulla famosa regola del dividi et impera. Questi sono tempi tremendi per chi in un luogo diceva una cosa e poi propagandava il contrario da un’altra parte. Prima ogni carcere era un mondo a sé e nonostante i “vecchi” poliziotti raccontano di quella fantomatica capacità di circolazione delle informazioni nota sotto il nome di “radio carcere”, era facile abbindolare la Polizia Penitenziaria con quattro favolette, una diversa dall’altra.

Tutto ciò avveniva fino a pochissimi anni fa. Oggi con poliziapenitenziaria.it e l’enorme mole di lavoro dei comunicati stampa del Sappe, i dirigenti del DAP stanno risvegliandosi da un lungo letargo. E come tutti quelli che vengono svegliati bruscamente da un sonno tranquillo e garantito da altrettanti paciosi, accondiscendenti, minoritari sindacati di Polizia Penitenziaria (o presunti tali), i nostri Capi, Vice Capi, Dirigenti Generali, reagiscono goffamente e malamente.

In questi ultimi mesi hanno reagito in ogni modo, blaterando e minacciando di tutto non appena venivano sollecitati a rispondere su sprechi, ingiustizie, assurdità varie. E hanno risposto non con l'autorevolezza che dal loro ruolo discende, cercando un confronto (seppure aspro) con chi li sollecitava, ma con la stizza e la presunzione di chi crede di impersonificare egli stesso quel ruolo. Come se dopo di lui, di Capi del DAP (tanto per fare un esempio) non ce ne saranno più.

Nei prossimi mesi dovranno fare la  prima scelta importante nella loro carriera. Dovranno scegliere se continuare ad umiliare in ogni modo il Corpo di Polizia Penitenziaria, oppure se impareranno ad ascoltare e a prendere in considerazione le proteste di migliaia di Poliziotti Penitenziari.

Riusciranno a comprendere che i tempi sono cambiati oppure continueranno a credere di essere i proprietari dell’Amministrazione penitenziaria e del Corpo di Polizia Penitenziaria?

Ai posteri l'ardua sentenza ...

Fermare l'immunità dei Dirigenti del DAP. Cosa può fare la Polizia Penitenziaria?Fermare l'immunitá dei Dirigenti del DAP. Cosa può fare la Polizia Penitenziaria?