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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


La teca dell’auto di Falcone č un cimelio poco valorizzato dal Dap

Credo che l’auto di Falcone che fa bella mostra di se nel piazzale della Scuola di Via di Brava, ora intestata al defunto Magistrato simbolo della lotta Antimafia, rischi di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto.

Mi chiedo infatti a cosa serva questa preziosa reliquia, capace di avere un potere deterrente ed un impatto emotivo stravolgente sulle nuove generazioni di studenti, se poi a vederla siano solo i quattro gatti di servizio alla Scuola e di tanto in tanto, qualche centinaio di agenti che frequentano il corso di formazione. Nemmeno le migliaia di concorrenti che in questi giorni hanno partecipato al concorso per allievo agente hanno avuto l’opportunità di ammirarla, in quanto deviati direttamente in aula, prima di arrivare al piazzale.

Nemmeno i parenti di questi migliaia di ragazzi e ragazze che hanno partecipato al concorso hanno avuto la possibilità di vedere questa auto accartocciata simbolo della crudeltà mafiosa.

Anzi di dare dall’alto ordini tassativi e di far restare fuori dalla Scuola questi poveri padri e madri, fidanzate e mogli di questi aspiranti agenti, si sarebbe potuto organizzare un tour guidato per far vedere loro, nel frattempo che i loro congiunti erano impegnati nei quiz, l’auto del Giudice Falcone, illustrando brevemente la biografia ed i meriti del Grande Magistrato.

Si potrebbero organizzare incontri periodici con le scolaresche di Roma, incontri sulla legalità, dove qualche dirigente del DAP o qualche Commissario (ora abbondano) potrebbe spiegare agli studenti le fasi dell’attentato di Capaci, i mandanti, gli esecutori, e soprattutto il perché di tanta ferocia e tutto ciò a monito per le generazioni future.

Un’immagine di grande impatto che sicuramente lascerebbe il segno nei giovani studenti.

Ma di tutto questo non c’è traccia nei programmi del DAP. La scuola è stata intestata a Giovanni Falcone, ma ce la suoniamo e ce la cantiamo tra di noi, come sempre …

Ma dov’è finita l’iniziativa del DAP, la fantasia, il diffondere l’immagine del Corpo, il saper “sfruttare” questo cimelio antimafia al fine di propagandare la legalità.

Chi tra gli altri Corpi di Polizia può vantarsi di avere tra i suoi beni un cimelio così prezioso?

Eppure il nostro Dipartimento così capace di spendere migliaia di euro per realizzare la teca contenente l’auto dell’eroe antimafia per antonomasia, risulta ancora incapace di sfruttarne l’effetto propagandistico a fin di bene.