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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/06/2013  -  stampato il 08/12/2016


Banca dati DNA: chi tratterą i dati, la Polizia Penitenziaria o il comparto ministeri?

Sembrerebbe una cosa marginale, ma vorrei iniziare con una considerazione sull’Ordine di Servizio 1113 del 16 maggio 2013, a firma del Capo DAP.

Intanto, precisiamo che a modesto avviso di chi scrive, il Capo DAP, non emana ordini di servizio, ma P.C.D.; una così piccola precisazione sembrerebbe non essere superflua, in considerazione del fatto che alcuni principi cardine che regolano alcune procedure amministrative sono costantemente disattesi.

In questo specifico caso appunto, il Capo del Dipartimento avrebbe dovuto emanare un P.C.D., il quale è un atto amministrativo di natura sovraordinata.

Per chiarire: il Capo dell’Amministrazione decide di investire un Direttore di Ufficio di una specifica competenza, questi a sua volta, nell’ambito delle proprie facoltà, con uno specifico “Ordine di Servizio”, disciplina le modalità di esecuzione di specifiche e particolari procedure necessarie ad assolvere alle necessità determinate dalle esigenze indicate nel P.C.D., cui detto Ordine di Servizio deve fare riferimento.

Già questa piccola precisazione è sufficiente a misurare la preparazione giuridico-amministrativa di chi predispone gli atti da sottoporre alla firma del Capo Dipartimento.

Veniamo alla vicenda Laboratorio Banca dati del D.N.A.

Attraverso una piccola indagine conoscitiva, abbiamo acquisito alcune importanti informazioni.

Si tratta di una struttura Interforze.

Per determinare gli standard di sicurezza della struttura e i criteri di funzionamento sono state fatte diverse riunioni, alle quali hanno presenziato rappresentanti dell’Amministrazione e, udite udite, un Primo dirigente tecnico della Polizia Scientifica della Polizia di Stato e un Maggiore del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri (assolutamente superfluo  precisare che i rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria erano dipendenti civili, e non appartenenti alla Polizia Penitenziaria).

Al momento, i test che saranno avviati presso la predetta Banca Dati coinvolgeranno dei biologi dell’Università di Roma Tor Vergata ed appunto tecnici della Polizia Scientifica e del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri.

A quanto ci risulta, nella Polizia Penitenziaria un’indagine conoscitiva interna ha dato riscontro positivo circa la presenza di non meno quattro biologi, distribuiti nei vari ruoli.

Ci chiediamo come mai non si sia deciso di verificarne le conoscenze ed eventualmente coinvolgerli in questi test, atteso che nell’ambito di detto Laboratorio opereranno biologi della Polizia Penitenziaria.

(Ben conoscendo il modus operandi del Dap, immaginiamo gli sforzi compiuti per trovare i mille impedimenti … piuttosto che perder tempo a cercare idonee procedure per anticipare i tempi di impiego della Polizia Penitenziaria …)

Rumors ministeriali sussurrano che, il giorno successivo alla parziale presa in consegna dell’edificio da parte dell’Amministrazione, una delegazione del DAP si è recata in processione dal Ministro per poter avviare (sic) le procedure per attivare un concorso ad hoc per assumere il personale che dovrà essere impiegato presso il già più volte citato laboratorio.

Insomma il laboratorio è quasi terminato (dovrebbe andare in funzione entro gennaio 2014), è in programma l’inizio di test di collaudo di tutte le apparecchiature e delle procedure e ancora dove essere attivata la procedura per assumere il personale che dovrà, di fatto, far funzionare una struttura che è costata e costerà svariati milioni di euro.

Sotto il profilo dell’efficienza e della programmazione, non c’è che dire, siamo all’avanguardia!!!

Atteso che una banca dati raccoglie, appunto, dei dati, è lapalissiano che è indispensabile acquisire dati per alimentare detto archivio digitale.

Per logica, i prelievi verranno effettuati presso la popolazione detenuta e, sempre per logica, riteniamo che detti prelievi saranno effettuati presso gli istituti.

Chi effettuerà detti prelievi?

Il personale di Polizia Penitenziaria è stato o sarà formato con adeguata preparazione specifica?

In tutti gli Istituti sono stati previsti ambienti dedicati ad effettuare detti prelievi?

Ci poniamo queste semplici ma sottili domande in quanto trattandosi di materia assai delicata e complicata abbiamo la legittima perplessità che il mancato rispetto di particolari protocolli e cavilli giuridici possa compromettere gli esiti dei processi nei quali dette prove dovranno essere utilizzate e tali eventuali compromissioni avrebbero effetti giuridici ed economici a dir poco devastanti …