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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/06/2013  -  stampato il 06/12/2016


A proposito di promozioni per meriti eccezionali ...

Il 22 giugno del 2003, ero in servizio presso lo stabilimento balneare di Maccarese, di proprietà dell’Ente Assistenza. La struttura, ha un fronte mare di circa 100 mt. e ospita una piscina.
Per assicurare la massima sicurezza dei bagnanti, il servizio di salvataggio prevedeva l’impiego di due assistenti bagnanti sul fronte mare e tre presso la piscina, la cui struttura provvista di un ponte che la sovrasta, necessita appunto di almeno due persone che la controllino, l’unità in più generalmente fungeva da rinforzo ove eventualmente necessario.

In quel periodo, nonostante fossi il più qualificato tecnicamente, (sono assistente bagnanti FIN sin dall’età di 16 anni e Maestro di Salvamento dal 2002), ero impiegato prevalentemente come responsabile del solo servizio di salvataggio presso la locale piscina.
Quel giorno, in qualità di più elevato in qualifica, assumevo anche il coordinamento del personale impegnato sul fronte mare.

Alle ore 11.00 circa si verificava sul fronte mare, esattamente nella zona tra il nostro stabilimento e quello della Polizia di Stato, un incidente.

Una signora, di circa quaranta anni, entrava in acqua e accusava un malore, senza avere la minima possibilità di chiedere aiuto e cadeva riversa in acqua in posizione prona.

L’attenzione del personale di salvataggio non venne quindi richiamata immediatamente.

Il personale della Polizia Penitenziaria intervenne subito, unitamente a quello della Polizia di Stato, e constatato che la malcapitata versava in stato di incoscienza priva di attività cardiaca e respiratoria provvedeva a svolgere le operazioni di rianimazione (BLS). Quel giorno ricordo un afflusso fuori dal comune presso tutti gli stabilimenti, con le strade di collegamento interne con la direttrice principale Aurelia totalmente congestionate. Unitamente al personale dell’altro Ente, valutammo subito la necessità di far intervenire una eliambulanza.

Provvedemmo, quindi, ad allertare il 118 il quale ci comunicò che l’eliambunza, una volta sul posto sarebbe atterrata solo se il pilota avesse valutato che non vi fosse alcun pericolo per l’atterraggio. Unitamente il personale della Polizia Penitenziaria e quello della Polizia di Stato, provvederono, ognuno per la propria competenza a far sgomberare parte dello stabilimento e a rimuovere ombrelloni e lettini, i quali al momento dell’eventuale atterraggio si sarebbero potuti trasformare in pericolosi proiettili.

Disponevo, al fine di non intralciare le operazioni di soccorso, che una unità a bordo del pattino di salvataggio vigilasse in mare impedendo l’eventuale avvicinarsi di natanti con curiosi a bordo e nel contempo non venisse meno la vigilanza sulla sicurezza dei bagnanti. Una unità presso la locale piscina impedì con non poche difficoltà agli avventori di recarsi in spiaggia per curiosare evitando così ulteriore intralcio, due operatori della Polizia Penitenziaria si alternarono con il personale della Polizia di Stato nelle operazioni di soccorso (BLS), le quali durarono circa 50 min.

L’unità in uniforme che era preposta alla sicurezza della struttura, mi aiutò a sgomberare unitamente a quella della Polizia di Stato l’area dove era stato deciso di far atterrare l’elicottero di soccorso. L’elicottero, atterrò senza alcun problema e la signora, intubata e priva di conoscenza venne elitrasportata presso un nosocomio romano.

Con nostra immensa soddisfazione, circa due ore dopo ricevemmo la bellissima notizia che la signora era salva e che la perfetta ed ininterrotta attività di rianimazione cardio-polmonare aveva scongiurato qualsiasi danno cerebrale e cardiaco.

Tempo dopo, la Federazione Italiana Nuoto, Sezione Salvamento di Roma, con una cerimonia presso la Sala Rossa del CONI, ringraziò i due che avevano permesso, accorgendosi per primi dell’incidente, di salvare la vita della malcapitata, un Agente scelto della Polizia di Stato ed un Agente della Polizia Penitenziaria, l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza decise per il proprio personale di premiarlo con un Encomio del Capo della Polizia ed un Premio in danaro ed in tale provvedimento venne ovviamente incluso tutto il personale che quel giorno contribuì al successo delle operazioni.

Di contro, l’Amministrazione Penitenziaria… “MANCO GRAZIE” c’ha detto...

Non mi meraviglio, quindi, che provveda oggi, a proporre la promozione per meriti eccezionali di un archivista. Fortunatamente io, come molti altri, vivo di altre cose.

Di quest’esperienza, quindi, non conservo la memoria dell’ingratitudine, se così la vogliamo definire, della mia Amministrazione, conservo l’abbraccio e il grazie della signora, di suo marito e della loro bambina, i quali, circa due mesi dopo, sono tornati in spiaggia esclusivamente per ringraziare tutti quelli che avevano permesso a quella madre di continuare a vivere, a quella figlia di conservare entrambi i genitori e a quel marito di continuare ad avere una famiglia stupenda.

Io, oggi, ringrazio loro per quel bel ricordo di gratitudine che mi hanno lasciato e quei sorrisi sinceri e commossi che ci hanno accomunato.