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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/07/2013  -  stampato il 08/12/2016


La bomba anagrafica - Seconda parte

Ricordo a chi non è del mestiere e che per caso dovesse leggere questo articolo che i nostri turni notturni non differiscono ormai molto dagli altri turni, grazie anche alle traduzioni molte delle quali iniziano nel cuore della notte con i preparativi dei detenuti. Sono notti pesantissime, dove oltre a stare svegli si lavora tanto quanto si lavora di giorno. Sono finiti i tempi dell’appuntato Amato quando i portoni del carcere si chiudevano inesorabilmente alla mezzanotte per riaprirsi alle 7 del mattino. Se poi hai 50 anni affronti la notte con angoscia, con tutta la sofferenza degli acciacchi accumulati negli anni.

Ma questo non si può capire se non li è provato (non è vero cari Commissari R.D.O.?). Un cinquantenne (in alcune carceri ormai la media supera il 50% del personale in servizio) per recuperare la condizione fisio psichica dopo un turno notturno deve stare a letto e dormire per due giorni, per riprendersi come da un’ubriacatura il 3° giorno. E allora hai voglia di presentare l’istanza per essere esonerati dalla notte. Chi le dovrebbe fare le notti se il 50% del personale, specie nelle carceri del SUD, si avvicina o ha già superato il 50° anno di età?
Ecco allora spiegato l’aumento esponenziale delle malattie, i lunghissimi periodi di convalescenza concessi dalle C.M.O. Ecco spiegati gli infarti in servizio, gli ictus, gli aneurismi cerebrali che falcidiano gli appartenenti al Corpo ( ma queste morti non fanno notizia come i suicidi e comunque è buona regola non imputare MAI il suicidio né l’INFARTO al servizio prestato, nemmeno come concausa…..).

Una volta, quando scattava l’allarme una massa di giovani agenti accorreva correndo a gambe levate, in pochi secondi nel Reparto o comunque sul posto ove era successo il fattaccio. Oggi, quando scatta l’allarme, un gruppo di uomini di mezz’età, in divisa, se non vengono colti da malore per lo spavento causato dalla sirena, si recano a passo veloce verso il luogo del misfatto non essendo più in grado di percorrere i cento o duecento metri come dei piccoli Mennea. Il nostro è un Corpo che al Sud invecchia, mentre al Nord si mantiene relativamente giovane grazie a continue piccole iniezioni di gioventù (i pochi agenti che escono dai Corsi di Formazione).

Il problema anagrafico, è una bomba innescata, che sembra non interessare nessuno dei nostri politici nostrani che affascinati dalle teorie della finanza mondiale e dei burocrati europei, agiscono come dei burattini ripetendo come dei dischi rotti sempre le stesse cose (blocco degli stipendi, blocco del turn over, taglio dei dipendenti statali, taglio dell’assegno di funzione ecc.) continuando a farci lavorare in condizioni pessime, in mezzo ai malati infettivi, ai pazzi senza più OPG, bruciando in pochi anni tutto ciò per cui abbiamo lottato, le conquiste, le teorie sui lavori usuranti, ritrovandoci a 52 anni con le chiavi in mano, in sezione, con 100 detenuti urlanti.