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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2013  -  stampato il 05/12/2016


Le famose promozioni per meriti eccezionali… Maccarese due

Ringrazio per la stima e l’apprezzamento che sono dimostrati, punto di vista il quale peraltro va obbligatoriamente esteso a chi gestiva e lavorava a fianco della Polizia Penitenziaria in quegli anni. Noi, siamo purtroppo, tutti “figliastri” di una Amministrazione senza anima, che si discosta dalla dimensione umana.

Il personale della Polizia Penitenziaria, è stato impiegato presso lo stabilimento balneare di Maccarese, come peraltro è avvenuto e avviene in altre strutture analoghe dell’Amministrazione, in virtù di provvedimenti emanati dalla competente Autorità Dirigente, nel caso de quo, in virtù di provvedimenti emessi dal Capo Dipartimento.

Di contro, atteso che il servizio di salvataggio non è codificato nel Regolamento di Servizio del Corpo di Polizia Penitenziaria, giova precisare che l’impiego di detto personale è avvenuto in maniera del tutto analoga a quanto avviene per le altre Forze di Polizia e Forze Armate, le quali, negli stabilimenti balneari di propria pertinenza, hanno da sempre impiegato personale proprio con compiti di salvataggio quand’anche compiti specifici non previsti nei rispettivi ordinamenti di servizio.

E’ evidente, che se il Capo Dipartimento, ed i vari analoghi vertici degli Organismi Militari e militarmente organizzati hanno emesso tali provvedimenti, nulla osta sotto il profilo giuridico e amministrativo.

Premesso che non mi sento assolutamente diverso da tutti i colleghi impiegati in altri servizi, inviterei a riflettere sul fatto che le promozioni per meriti sportivi degli atleti delle Fiamme Azzurre, dovrebbero essere visti come motivo di orgoglio e non causale di critica ed invidia.
In altre parole, servirebbe quello spirito di Corpo che sembra mancare, perché si guarda il collega che a nostro avviso svolge un servizio agevolato, non come un esempio per migliorarci, ma con invidia verso chi a nostro avviso gode di un presunto privilegio, poi, poco importa se quello che fa serve per renderci tutti più visibili agli altri.

Ricordo, che al momento iniziare il servizio di leva obbligatorio, mi fu proposto l’ingresso nelle Fiamme Azzurre, e io, che mi allenavo con atleti del Gruppo Sportivo dei Carabinieri e delle Fiamme Oro, non sapevo neanche che esistessero gli Agenti di Custodia, né quale lavoro gravoso e importante rientri nella quotidianità di ogni singolo operatore.

Oggi, grazie anche alle Fiamme Azzurre, ai risultati eccellenti conseguiti da tutti gli atleti, e alle “promozioni per meriti sportivi”, l’opinione pubblica in generale conosce e apprezza la Polizia Penitenziaria, la quale in assenza di tale struttura sportiva, forse sarebbe salita alle cronache solo per i fatti del G8 di Genova e per la vicenda Cucchi, vicenda di cui paghiamo un danno di immagine per colpe, sicuramente non imputabili agli appartenenti al Corpo.

Il mio articolo, voleva proprio ad evidenziare, che è doveroso e utile che l’Amministrazione, presti più interesse alle vicende che quotidianamente negli Istituti di Pena, potrebbero essere motivo, non di Encomi Solenni o Promozioni straordinarie, ma di semplici attestati di gratitudine.

Nello specifico, ritengo di dover evidenziare che chi scrive non ha mostrato la benché minima richiesta di encomio solenne, da parte di chicchessia, opportunistico e cavilloso nella circostanza appare il riferimento in alcuni commenti, ai compiti della Polizia Penitenziaria, proprio perché se rivendichiamo pari diritti e pari dignità alle altre Forze di Polizia, tale riconoscimento, può avvenire solo mediante la identificazione da parte di tutti non più sul piano meramente formale, ma su quello della concretezza, della valenza della Polizia Penitenziaria che per principio e per sostanza deve essere uguale a quella delle Forze di Polizia, se di tali Forze deve essere parte mediante l’attestazione ed il conforme comportamento sull'uguale valore istituzionale, anche in particolari servizi che sembrano risibili, superflui o inopportuni fatte poi salve le specificità di ogni organismo.

In poche parole, se siamo noi i primi a criticare ed ostacolare quella visibilità esterna che ci è dovuta, non lamentiamoci poi se, continuano ad etichettarci come secondini, guardie carcerarie o picchiatori.