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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/07/2013  -  stampato il 09/12/2016


La doppia morale del Provveditore della Liguria: agnostico col Sappe, devoto con il Cardinal Bagnasco

Emblematica vicenda nel carcere di Pontedecimo: quando è il Sappe a reclamare l'utilizzo improprio della cappella religiosa dell'istituto, il Provveditore Salamone cita anche il diritto canonico pur di contraddire la richiesta, ma se in visita al carcere arriva il Cardinale Angelo Bagnasco, allora...

Per meglio comprendere quello che è successo a Genova, pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata dal Sappe alla Redazione de "Il Cittadino" (www.ilcittadino.ge.it).

Spettabile Redazione,

ho letto come sempre con attenzione ed interesse l’ultimo numero de “Il Cittadino”, settimanale cattolico sempre meritoriamente attento anche alle criticità penitenziarie, e sono rimasto colpito dall’articolo di Graziella Merlatti sulla cerimonia che si è svolta nel carcere di Pontedecimo lo scorso 29 giugno, nel giorno della celebrazione del Santo Patrono del Corpo di Polizia Penitenziaria, San Basilide martire.

Merlatti ha tra l’altro dato notizia che quel giorno Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Bagnasco ha benedetto la Cappella ubicata nella Villa annessa alla Casa Circondariale. Sono rimasto colpito da questa notizia perché il Sindacato che mi onoro di rappresentare, il SAPPE (il primo e più rappresentativo del Corpo di Polizia), il 17 giugno 2010 denunziò pubblicamente la compressione di taluni diritti agli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Pontedecimo (del quale era direttore l’attuale Provveditore vicario, Maria Milano), tra i quali quello della libertà di culto. (Leggi la lettera del SAPPE: A GENOVA CAPPELLA RELIGIOSA TRASFORMATA IN MAGAZZINO )

Fummo infatti informati di una discrezionale quanto opinabile decisione assunta dal Direttore del carcere di limitare notevolmente alcuni degli spazi dell'Istituto destinati al benessere del Personale (uso del campo di calcio ed area ristoro). Quello che però che più mi e ci amareggiò era il fatto che si fosse deciso di chiudere unilateralmente anche la Cappella religiosa, nell'area villa Direzione, punto di riferimento spirituale del personale del carcere che spesso vi si era recato per momenti di raccoglimento e in cui si erano celebrate in più occasioni appuntamenti religiosi.

La Cappella era stata destinata a magazzino di ferrame e materiale! Era inaccettabile e lo denunciammo all’allora Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, con una lettera che fu ripresa persino a livello mediatico. Ionta chiese notizie al Provveditore della Liguria Giovanni Salamone, che non solo non potè smentire che la Cappella era diventata un magazzino ma aggiunse che “ne la legge 395/90 ne il Regolamento del Corpo (dpr 82/99) contemplino l'Istituzione di Cappelle per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria negli Istituti penitenziari. Sono previste caserme, mense, sale convegno, spacci, ed altro ancora ma non luoghi di culto. Probabilmente, anche per evitare discriminazioni tra personale di diversa fede religiosa”.

Il Provveditore citò persino l’articolo 1226 del Codice di diritto Canonico per rafforzare la sua interpretazione secondo la quale quella non era una Cappella religiosa ed accusò il SAPPE di “parossismo rivendicazionistico”.

Tre anni dopo, quella Cappella torna finalmente ed ufficialmente nella disponibilità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria di Pontedecimo con la solenne benedizione del Cardinale Bagnasco. Mi limito a constatare che alla cerimonia del 29 giugno scorso di cui ha riferito Graziella Merlatti non era presente chi quella Cappella l’ha fortemente difesa nell’episodio citato ma c’era chi invece aveva permesso che quel luogo religioso diventasse un magazzino di ferrame e materiale e persino chi mise in dubbio la sua legittimità a luogo di culto….

Un cordiale saluto.

Dott. Donato Capece, segretario generale SAPPE

 

Leggi la risposta di Salamone al SAPPE