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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/03/2014  -  stampato il 06/12/2016


Venti anni di emergenza penitenziaria e la colpa non mai di nessuno

Sarà mica che la disastrosa situazione delle carceri italiane è diretta conseguenza della disastrosa gestione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria?

Quanti anni sono che viviamo nell’emergenza?

Quindici anni? Venti anni?

Durante tutto questo tempo, decine e decine di dirigenti si sono alternati nella gestione di cose e persone dell’amministrazione penitenziaria e più di qualcuno è rimasto attaccato alla poltrona, senza soluzione di continuità, per anni e anni.

Alcuni, dopo decenni al potere, si sono arresi soltanto all’incedere dell’età e all’inesorabile arrivo della meritata (?) pensione.

Alcuni altri hanno addirittura adito le vie giurisdizionali contro i limiti di età, pur di guadagnare qualche mese in più di potere. C’è voluta una Legge per mandare in pensione Di Somma

Ma nessuno parla mai delle responsabilità che questa dirigenza potrebbe avere nella catastrofe del sistema penitenziario italiano.

La colpa non è mai di nessuno! 

Di contro, la politica, da parte sua, è stata capace soltanto di approvare l’indulto nel 2006 che, fra l’altro, fu uno dei motivi che fece cadere il Governo Prodi e che si rivelò poco più di un palliativo temporaneo al problema del sovraffollamento

The last but not the least, è arrivata la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per la pessima situazione delle sue carceri e ha avviato una procedura di infrazione contro di noi stabilendo come termine maggio 2014 per il ripristino delle condizioni minime di detenzione. 

E pur tuttavia, nessuno ha mai pensato di chiedere conto e ragione alla dirigenza del Dap per la situazione penitenziaria. 

Eppure, anche se sotto forme diverse, sono arrivate pesanti misure sul dap e sulla sua dirigenza, come ad esempio il commissariamento dell’edilizia penitenziaria con l’espropriazione di tutte (o quasi) le potestà della direzione generale beni e servizi, traslate ad un Commissario Straordinario. 

(Tra l’altro, a seguito di questo provvedimento, sarebbe lecito aspettarsi l’abrogazione della direzione generale beni e servizi perchè svuotata di competenze.) 

E come, ancora, la Commissione Palma che, di fatto, ha esercitato funzioni che avrebbero dovuto essere del Capo Dap. 

Misure sulle quali, noi del Sappe, siamo stati più che d'accordo, tanto che chiedemmo più volte alla Ministro Cancellieri la nomina di un Prefetto a Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. 

Nel frattempo, ci domandiamo se non sia arrivato adesso il momento di chiedere conto e ragione del disastro della nostra amministrazione a coloro che hanno fatto il bello e brutto tempo penitenziario negli ultimi venti anni. 

Oppure dirigere l’amministrazione penitenziaria significa soltanto prendere indennità principesche, ottenere benefit, abitare lussuosi appartamenti nel centro di Roma, avere segreterie personali e uscieri personali, centralini personali e automobili di grossa cilindrata con autista e scorta? Inchiesta de Il Tempo sulle scorte a peso d’oro: qualche nostra considerazione

Dulcis in fundo, se l’Unione Europea dovesse chiudere la procedura di infrazione condannandoci al pagamento di una penale di milioni di euro, suggeriamo di valutare l’opportunità di una azione di rivalsa su coloro che hanno amministrato il dipartimento … almeno negli ultimi dieci anni.

A partire dal Capo del Dap e fino all’ultimo Direttore di Ufficio ...

 

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