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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/07/2013  -  stampato il 04/12/2016


Enciclica di Tamburino: accusa il SAPPE di disinformare e "spiega" il significato del concetto di sicurezza all'interno delle carceri

Oramai quella della sorveglianza dinamica è diventata per Tamburino una vera e propria ossessione.

Una vera e propria ossessione che lo ha indotto a “rispondere ad una campagna mediatica di disinformazione e fuorviamento dell’opinione pubblica messa in atto da una sigla sindacale”.

(Ovviamente la sigla sindacale è il Sappe che, evidentemente, è la seconda ossessione di Tamburino).

In poche parole, Tamburino ci accusa di sostenere falsamente che il suo progetto sia “un provvedimento assolutamente destabilizzante”. Leggi la lettera di Giovanni Tamburino che "spiega" la sorveglianza dinamica e accusa il SAPPE di disinformazione!

Sempre secondo lui il Sappe avrebbe falsamente sostenuto che “il progetto prevede la possibilità per i detenuti di restare liberi di circolare all’interno del carcere e l’obbligo di rientrare in cella solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione. (…)” epperò lui stesso dichiara appresso che la sua sorveglianza dinamica prevede un “progressivo abbandono delle sezioni e delle camere di pernottamento”.

Noi del SAPPE rimaniamo dell'idea che la sorveglianza dinamica prospettata dai vertici del DAP, sia soltanto un spot per coprire i veri problemi che attanagliano l'esecuzione penale italiana.

In particolare, va evidenziato il ridicolo uso di termini ridondanti come “rivoluzione epocale” per gonfiare la portata di piccoli cambiamenti assolutamente ininfluenti sull’emergenza dell’esecuzione penale.

Tamburino, infatti, si preoccupa di addirittura spiegare (lui a noi ?????) "il concetto di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari" onde "rispondere ad una campagna mediatica di disinformazione e fuorviamento dell'opinione pubblica" ma si guarda bene dal rivelare a quella stessa "opinione pubblica" che il suo progetto illuminato riguarda meno di una decina di istituti (su più di duecento) e poco più di mille detenuti (su sessantaseimila).

Davvero divertente, poi, un passaggio della nota di Tamburino : “3. Si tratta, icto oculi, di una riforma da attuare gradualmente e con saggezza, evitando salti nel buio. Non a caso, il progetto sulla custodia attenuata e sulla correlata vigilanza dinamica è già in parte attuato e sarà completato ...” ignorando (o dimenticando) che l’espressione ictu oculi indica, nel diritto privato, quei difetti di un bene che vengono percepiti immediatamente, cioè che si vede subito che il progetto è "VIZIATO".

Giudicate voi chi disinforma e fuorvia l'opinione pubblica ...