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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/07/2013  -  stampato il 07/12/2016


Direttori disperati: qualcuno ha scoperto di non avere alcuna autorità sulle nostre funzioni di polizia stradale …

E’ successo, ad esempio, che il direttore (meduriano) del carcere di una ridente e soleggiata località del Nord Italia si sia sentito in dovere di porre agli “Uffici Superiori” una serie di quesiti su un problema davvero centrale: ma davvero i poliziotti penitenziari possono fare le multe per infrazioni al Codice della Strada? E quale appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria è più legittimato di altri ad esercitare tali funzioni? Ma, soprattutto, quale rapporto di gerarchia essi hanno, stante la dipendenza nei confronti del direttore (meduriano) medesimo e del comandante di reparto, nell’espletamento di tale servizio? E, quindi, noi, che competenze abbiamo?

Evidentemente nessuno ha informato il direttore (meduriano) che con il decreto del Capo del Dipartimento del 10 gennaio 2008 è stato istituito il Servizio di Polizia Stradale della Polizia Penitenziaria e che, in base all’articolo 12 del nuovo Codice della strada, tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria esercitano piene funzioni di polizia stradale.

Cose che succedono a chi (fortuna per noi!) non indossa la divisa del Corpo delle donne e degli uomini che pretende di comandare, magari senza aver mai fatto neppure un giorno di servizio militare.

Cose che capitano se si è diventati dirigenti dello Stato non per merito e/o capacità e dopo un attento scrutinio ma solamente in virtù di una legge che ha regalato privilegi economici e carrieristici a non pochi impiegati e funzionari del Comparto Ministeri.

Una legge, tanto per dire, che ha fatto diventare dirigente anche chi, per il proprio profilo professionale, al massimo poteva essere coordinatore dell’area amministrativa-contabile di un carcere…

Cose che inquietano, se a porsi le domande sulla legittimità del servizio di polizia stradale è proprio colui (o colei) dal quale gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria gerarchicamente dipendono.

Ma soprattutto sono cose che indignano, se tutto questo non fosse che la conseguenza di una multa elevata da un poliziotto penitenziario alla macchina personale del segretario regionale del coordinamento penitenziario di un sindacato confederale della pubblica amministrazione in visita all’amico direttore (meduriano).

… se parcheggi con la tua auto nei posti riservati ai mezzi della Polizia Penitenziaria, c’è il rischio che ti prendi una multa.

E serve a poco che il direttore (meduriano) possa pensare e dire “Ci penso io!” a togliere la multa all’amico segretario regionale del coordinamento penitenziario di un sindacato confederale della pubblica amministrazione, tentando persino di mettere in dubbio la facoltà della Polizia Penitenziaria di elevare contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada.

Perché la risposta è stata la stessa (peraltro una delle più belle ed esilaranti battute del cinema italiano) che Totò riservò a un compagno di viaggio in treno allorquando questi, dopo il fatidico “lei non sa chi sono io..”, gli rivelò di essere ‘L’Onorevole Trombetta’:

“Ma mi faccia il piacere!”