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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/03/2013  -  stampato il 09/12/2016


Comandante distaccato: vince ricorso al TAR contro "eccesso di potere" del DAP

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Settima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 288 del 2013, proposto da M.F., rappresentato e difeso dall'avvocato Corrado Di Maso, con domicilio eletto presso lo stesso in Napoli, piazza Garibaldi n.73;
contro
il Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, anche domiciliataria in Napoli, via Diaz, 11;
per l'annullamento
del Provv. del 25 ottobre 2012, notificato il 13.11.2012, con cui il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale del Personale e della Formazione - ha disposto il distacco del commissario penitenziario del ruolo direttivo speciale del Corpo di Polizia Penitenziaria, dott. M.F., alla Casa Circondariale di Secondigliano di Napoli con le funzioni di vice comandante del locale nucleo traduzioni.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;
Viste le memorie difensive; visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2013 la dott.ssa Marina Perrelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

1.Il ricorrente, attualmente in servizio presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere con funzioni di comandante di reparto, è stato distaccato con il provvedimento impugnato presso l'istituto penitenziario "Secondigliano" di Napoli, sulla base di una presunta disponibilità manifestata telefonicamente il 23.10.2012 e confermata il 25.10.2012 sempre nel corso di un colloquio telefonico.
2. Il ricorrente deduce l'illegittimità del provvedimento impugnato per violazione della disciplina in materia di distacchi e/o trasferimenti del personale direttivo della Polizia Penitenziaria e dell'art. 3 della L. n. 241 del 1990, nonché per eccesso di potere sotto molteplici profili, chiedendone l'annullamento.
3. Il Ministero della Giustizia, ritualmente costituito in giudizio, ha concluso per la reiezione del gravame.
4. Alla camera di consiglio del 21.2.2013, avvisate le parti circa la possibilità di adottare sentenza in forma semplificata, la causa è stata trattenuta in decisione.
5. Il ricorso è fondato e meritevole di accoglimento.
6. Il ricorrente assume che, a seguito dell'audizione del 17.10.2012 presso la Direzione Generale del Personale e della Formazione avente ad oggetto delle presunte violazioni di norme e regolamenti connesse allo svolgimento della propria attività di servizio, aveva manifestato la propria contrarietà in merito a un possibile spostamento di sede ed aveva ribadito detto avviso anche nei colloqui telefonici intercorsi il 23 e il 25 ottobre 2012. Peraltro, ad avviso del ricorrente, il provvedimento impugnato del tutto privo di motivazione, integra in realtà un trasferimento punitivo per una contestazione disciplinare che però non è mai stata formulata né articolata nelle forme prescritte.
7. Le censure sono fondate.
8. Dalla documentazione depositata dall'amministrazione resistente e, in particolare, dalla nota prot. n. 052/144 del 6.2.2013 si evince che il ricorrente aveva richiesto di essere convocato presso la Direzione Generale del Personale e della Formazione per chiarire alcune situazioni e fatti addebitatigli nello svolgimento della propria attività lavorativa concernenti l'installazione di un climatizzatore presso la propria abitazione da parte di personale del corpo e il trasporto di un ciclomotore su mezzo dell'amministrazione. Il Ministero resistente ha, quindi, evidenziato che a fronte dei citati episodi sui quali erano in corso indagini dell'A.G. si era venuta a creare una "temporanea incompatibilità" alla quale si era fatto fronte mediante il distacco impugnato in relazione al quale il ricorrente dava il proprio assenso nel corso dei colloqui telefonici del 23/ 25.10.2012.
9. Tanto premesso osserva il Collegio che l'incompatibilità ambientale si caratterizza per la situazione di disagio che viene a determinarsi tra un dipendente e un certo contesto ambientale, non potendosi limitare detto disagio all'ambito lavorativo, ma dovendosi estendere anche alla realtà esterna, nella quale ridonda la pregressa condotta del dipendente. In tale frangente la permanenza nella sede del dipendente potrebbe causare una grave lesione al prestigio, al decoro e alla funzionalità dell'ufficio di appartenenza.
9.1. La valutazione circa la sussistenza o meno dei presupposti per ravvisarsi l'incompatibilità ambientale deve essere eseguita dall'amministrazione, dotata al riguardo di ampia discrezionalità, ancor più se si tratta di Corpi di Polizia, come nella specie, laddove l'immagine di fronte ai cittadini assume una rilevanza ancora maggiore. Naturalmente, affinché detta valutazione non sfoci nell'arbitrio, è necessario che siano esaminati attentamente i fatti che hanno originato tale incompatibilità ambientale, dandone contezza nella parte motiva del provvedimento che eventualmente dispone l'allontanamento del dipendente divenuto "incompatibile".
9.2. Nel caso in esame il Ministero della Giustizia ha disposto "un distacco a domanda senza oneri a carico dell'amministrazione" in assenza di qualsiasi valutazione in ordine ai fatti che avrebbero interessato il ricorrente e che avrebbero comportato la sua temporanea incompatibilità con l'incarico svolto.
9.3. Né risulta in alcun modo effettuato un contemperamento tra gli interessi in gioco ovvero motivata la ragione per la quale per superare l'incompatibilità ambientale fosse necessario spostare il dipendente in altra casa circondariale con "le funzioni provvisorie di vice coordinatore del locale nucleo traduzioni", anziché con le funzioni di comandante di reparto già rivestite presso la casa circondariale di provenienza.
9.4. Alla luce di tutte le suesposte considerazioni il Collegio ritiene, quindi, che non sussistessero i presupposti per determinare il distacco censurato e che l'amministrazione ha in sostanza disposto un allontanamento per una presunta, ma non contestata situazione di incompatibilità ambientale, al di fuori dei casi nominati, con correlata violazione delle garanzie procedimentali previste in proposito, concretando in tal modo uno sviamento di potere.
10. Per tali ragioni il ricorso è meritevole di accoglimento con conseguente annullamento del Provv. del 25 ottobre 2012 di distacco del ricorrente alla casa circondariale "Secondigliano" di Napoli.
11. Sussistono giustificati motivi, in considerazione della natura della controversia, per compensare integralmente tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo ACCOGLIE e, per l'effetto, annulla il provvedimento di distacco del 25.10.2012, notificato il 13.11.2012.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2013 con l'intervento dei magistrati:
Alessandro Pagano, Presidente
Marina Perrelli, Primo Referendario, Estensore
Massimo Santini, Primo Referendario