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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/03/2013  -  stampato il 07/12/2016


Riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. DAP deve risarcire eredi del collega deceduto per tumore

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1128 del 2009, proposto da:
M.G., E.L.R., El.L.R., rappresentate e difese dall'avv.to Roberto Lamacchia, con domicilio eletto presso l'avv.to Roberto Lamacchia in Torino, corso V. Emanuele II, 82;
contro
Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45;
per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia da cui era affetto il de cuius L.R.S.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2013 la dott.ssa Paola Malanetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

I ricorrenti, eredi del sovrintendente capo della Polizia Penitenziaria L.R.S., hanno adito l'intestato TAR chiedendo l'accertamento della dipendenza da causa di servizio della patologia tumorale al corpo dello stomaco che ha attinto il de cuius nel 2005, provocandone la morte nel 2009.
Le ricorrenti contestano il giudizio espresso dal Comitato di verifica per le cause di servizio in data 3.12.2006, deducendo che tale giudizio è afflitto da contrarietà e illogicità della motivazione, oltre che fondarsi su un travisamento di fatti.
L'attività lavorativa e le vicende che possono aver negativamente colpito la vita professionale del sovrintendente capo di Polizia Penitenziaria L.R.S., esposte in ricorso, sono pacifiche in atti, non essendo in alcun modo state contestate dall'amministrazione resistente.
E' altresì pacifico e documentale che sin dal 1982 la commissione medica ospedaliera presso l'Ospedale Militare di Torino ebbe a riconoscere che il ricorrente aveva sviluppato una "ulcera duodenale", che aveva reso necessario un "intervento di resezione gastrica con anastomosi gastro-digiunale con gastrite del moncone" dipendente da causa di servizio.
L'amministrazione ha infatti riconosciuto che la malattia cronica ulcerosa contratta durante il periodo di servizio dal sig. L.R. era correlata all'attività lavorativa svolta ed allo stress psico-somatico che naturalmente la caratterizzava, ammettendone quindi la dipendenza da causa di servizio..
Inoltre, come risulta dal documento 11 prodotto dalla stessa amministrazione, in data 1 marzo 2006 il centro militare di medicina legale di Torino riconosceva, all'unanimità, la dipendenza da causa di servizio della patologia tumorale allo stomaco sviluppata dal sig. L.R. negli anni successivi.
A fronte di siffatto quadro, il comitato di verifica per le cause di servizio ha invece escluso la dipendenza da causa di servizio della patologia, affermando l'insussistenza, nei precedenti di servizio del L.R., di fattori potenzialmente idonei a dar luogo, a titolo di causa o concausa, a patologie neoplastiche.
La richiesta di riconoscimento della dipendenza della patologia da causa di servizio veniva perciò negata.
Rileva il collegio che sono pacifici i fatti, così come è pacifico che, sin dal 1982, il sig. L.R. è stato riconosciuto portatore di una patologia localizzata a livello gastrico e connessa con fattori ambientali da stress psico-fisico in sede lavorativa. Risulta poi documentalmente che il centro militare di medicina legale di Torino ha riconosciuto all'unanimità una origine lavorativa anche della patologia neoplastica sviluppata nel tempo dal L.R. e oggi in contestazione.
In tale contesto, se pure il giudizio finale di ascrivibilità al servizio della patologia sviluppata spetta all'apposito Comitato di Verifica, ritiene il collegio che il ricorrente abbia offerto elementi di prova sufficienti a dare ingresso ad un giudizio medico-legale di causalità o con causalità in relazione alla patologia mortale da ultimo denunciata.
Il verificatore incaricato, dopo ampia disamina della documentazione medica, degli atti, delle vicende che hanno coinvolto la vita del L.R. e della pertinente bibliografia ha concluso quanto segue. Innanzitutto è pacifico che il L.R. ha sviluppato, a causa del contesto lavorativo, un'ulcera duodenale che ha reso necessario un intervento chirurgico di resezione con anastomosi gastro-intestinale; inoltre, dopo l'intervento, ha mantenuto la stessa attività lavorativa caratterizzata da stress, consumo di pasti irregolari ed abitudine al fumo di sigaretta cui si sono sommate le alterazioni post-operatorie della mucosa e della fisiologia gastro-intestinale.
Ha conclusi il verificatore che, in definitiva, "i criteri tipografico e cronologico sono sufficientemente soddisfatti, quello dell'idoneità del mezzo e dell'efficienza lesiva in parte e possono aver avuto un ruolo di concausa nella induzione della forma tumorale che ha portato al decesso del Periziato. Pertanto l'esposizione lavorativa del sig. L.R. ha posto le premesse per l'induzione dell'ulcera duodenale, e la resezione gastro-duodenale ha posto le premesse di ordine concausale, insieme al fumo, per lo sviluppo della neoplasia , con sufficiente grado di plausibilità biologica e di probabilità scientifica".
Il verificatore ha dato atto di aver trasmesso l'elaborato peritale alle parti, senza che parte convenuta facesse pervenire alcun tipo di osservazione.
Il giudizio medico-legale è esaustivo e tiene correttamente conto del criterio eziologico della con-causalità; per altro su di esso non è stata formulata, come detto, alcun tipo di obiezione od osservazione.
La domanda deve dunque trovare accoglimento.
Le spese di lite e quelle di verificazione sono poste a carico di parte resistente soccombente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,
accerta la dipendenza da causa di servizio della patologia che ha portato al decesso del sig. L.R.S.;
condanna parte resistente a rifondere ai ricorrenti le spese di lite, complessivamente liquidate in Euro 2000,00 oltre IVA e CPA;
pone le spese di verificazione, liquidate con separato provvedimento, a carico di parte resistente;
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2013 con l'intervento dei magistrati:
Lanfranco Balucani, Presidente
Roberta Ravasio, Primo Referendario
Paola Malanetto, Referendario, Estensore