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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/09/2013  -  stampato il 04/12/2016


Forse è arrivata l'ora che Tamburino e Pagano comincino a pensare ad una “exit strategy”

Ormai appare fin troppo evidente come Giovanni Tamburino e Luigi Pagano, e pure il Ministro Cancellieri se n’è accorta,  cerchino di minimizzare la realtà in cui versano le carceri in Italia. 

A parer nostro sarebbe molto meglio se Tamburino e Pagano iniziassero ad essere onesti con se stessi, prima di tutto, trovando il coraggio, la dignità e l’onestà di dire le cose per come sono: il sistema penitenziario italiano si trova in gravi difficoltà e la sorveglianza dinamica non è ne può essere la soluzione, nemmeno nel lungo periodo, anzi, soprattutto nel lungo periodo.

Probabilmente qualcuno si è illuso di poter sviare un pò l'attenzione inventando la trovata mediatica della “sorveglianza dinamica”...

Sarà stato Luigi Pagano, ispirato dalla famosa commedia di De Filippo “a da passa’ ‘a nuttata”?

Sarà stato Giovanni Tamburino a cercare di tirare a campare per qualche altro mese?

Non importa. (leggi quanto sta guadagnando nel frattempo il Capo del DAP Giovanni Tamburino)

Adesso sarebbe davvero importante salvare il salvabile, a cominciare dalla dignità del ruolo istituzionale.

Capo e Vice Capo del Dap, certamente, sono stati chiamati a ricoprire un ruolo davvero difficile, forse improbo. Amministrare il settore penitenziario in un periodo in cui il sovraffollamento ha raggiunto tali livelli, in cui contestualmente la carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di personale amministrativo è ai minimi termini (e peggioreranno), in cui i fondi sono stati decimati, è un compito che, ormai è chiaro a tutti, forse non è alla loro portata.

A parziale giustificazione, occorre ammettere che forse sono davvero poche le persone che saprebbero uscire a testa alta da una situazione allo sbando come quella che è toccato amministrare, ma anche questo non può essere una scusa: Tamburino e Pagano non sono pagati per trovare delle scuse.

L’obiettivo finale dell'incarico conferito loro è quello di saper amministrare e, per i motivi sopra menzionati, entrambi non ci sembrano all’altezza della situazione.

E allora, per il loro bene, per il bene del Paese che nei prossimi mesi dovrà subire anche il peggioramento delle condizioni del sistema penitenziario italiano, sarebbe opportuno iniziare a pensare ad una “exit strategy” dignitosa.

La prima cosa che consigliamo di fare è quella di ammettere prima di tutto a se stessi che la Sorveglianza dinamica è uno specchietto per le allodole, poi si vedrà...

Ma intanto si inizi a ragionare in questi termini.

Al più presto... almeno per la dignità del ruolo istituzionale.

Il fallimento del DAP: una colpa che non è ascrivibile ai soli Tamburino e Pagano

Video del Mattino su Poggioreale: adesso Tamburino la spieghi al Ministro la "sorveglianza dinamica"