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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/07/2013  -  stampato il 11/12/2016


Finalmente una Poliziotta penitenziaria al Senato e cosa succede? Di cosa si occupa?

La notizia ha, di per sé, qualcosa di straordinario ed epocale. Per la prima volta il Corpo di Polizia Penitenziaria vede sedere sugli scranni di palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, un proprio appartenente.

Un poliziotto, uno di quelli con la stessa divisa che indosso io insomma, è diventato Senatore della XVII Legislatura! E il bello è che non si tratta di uno dei potenziali ‘senatori in pectore’ di cui tanto si è vociferato in campagna elettorale, tra cui importanti sindacalisti, tutti peraltro regolarmente ‘trombati’. No.

L’esito delle elezioni dello scorso febbraio hanno visto entrare a palazzo Madama Nadia Ginetti, sindaco del comune di Corciano in Umbria, che lo stesso sito istituzionale del Senato identifica come “Vice Commissario di Polizia Penitenziaria”.

Il sito personale dell'ispettoreoravicecommissariogiàassessoreeduevoltesindacooggisenatoreGinetti precisa in realtà che “dal 2001 è Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria e oggi Vice Commissario in aspettativa.

L’esperienza politica inizia nel 1995 nel proprio Comune di residenza come Assessore eletto. Nel 2004 diventa Sindaco del Comune di Corciano e nel 2009 rieletta per il secondo mandato.

Dal 2009 è Presidente dell’AICCRE Umbria e Vice Presidente dell’AICCRE Nazionale e il suo impegno per l’integrazione federalista Europea la porta a ricevere, per Corciano, il Prix de L’ Europe dal Consiglio d’Europa nel 2012, inoltre viene nominata dal Governo come membro della Delegazione Italiana al Congresso dei Poteri Locali e Regionali a Strasburgo.

Sempre nel 2012 riceve per il Comune di Corciano il riconoscimento come Comune finalista per l’Oscar di Bilancio sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana .

Durante la campagna per le primarie del centro sinistra sostiene il progetto di rinnovamento del Pd di Matteo Renzi. Viene candidata ed eletta Senatrice della Repubblica alle elezioni politiche del 25 febbraio 2013.
Un curriculum di tutto spessore, dunque.

Mica "cotica"…

"Che bello, è finito l'isolazionismo politico della Polizia Penitenziaria", mi sono detto. "Finalmente avremo l’occasione importante di valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria, di far conoscere il duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità. Finalmente avremo chi farà conoscere l'attività risocializzante della Polizia Penitenziaria e, nel contempo, i quotidiani sacrifici sostenuti per svolgere tale attività garantendo contestualmente la sicurezza all'interno e all'esterno degli Istituti di pena". Ma certo, e chi se non lei, l'ispettoreoravicecommissariogiàassessoreeduevoltesindacooggisenatore?

Ero (e sono) convinto che avremo finalmente chi, nei palazzi che contano, fa e farà sapere ai distratti parlamentari (ora colleghi) che nel solo 2012 i detenuti si sono resi protagonisti in Italia di 7.317 atti di autolesionismo (e cioè ingestione di corpi estranei come chiodi, pile, lamette, pile; tagli diffusi sul corpo e provocati da lamette) e 1.308 tentativi di suicidio, tutti eventi critici che solo grazie all’intervento tempestivo dei nostri Agenti hanno impedito ben più gravi conseguenze.

Poi, a distanza di qualche mese dall'elezione di Nadia Ginetti, mi sono premurato di andare a leggere in che cosa è davvero consistita, fino ad oggi, l'attività parlamentare di questi mesi al Senato e leggo che l'ispettoreoravicecommissariogiàassessoreeduevoltesindacooggisenatore è stata relatore in Commissione Giustizia di tre disegni di legge relativi al 'Garante dei detenuti' (?!), non ha presentato alcuna propria iniziativa legislativa, come ad esempio poteva essere l’istituzione della Direzione Generale della Polizia Penitenziaria presso il DAP o una omogeneizzazione di tutti i ruoli del Corpo con quelli delle altre Forze di Polizia, (tranne porre la propria firma - per ultima - insieme a una decina di colleghi su un emendamento), ha presentato interrogazioni parlamentari su crisi della giustizia, pale eoliche e scontri a Terni tra manifestanti e polizia (quelli in cui gli agenti del Reparto Mobile vennero accusati di aver picchiato il sindaco della città ternana, cosa sconfessata dalle immagini video che mostrarono un manifestante colpire con un ombrello il primo cittadino). Di Polizia Penitenziaria, dunque, poco o nulla.

In realtà una interrogazione che potrebbe interessare il Corpo c’è. E’ l’atto di sindacato Ispettivo n° 4-00550 pubblicato il 15 luglio 2013, nella seduta n. 66, con cui si chiede - al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della Giustizia e per la Pubblica Amministrazione  -, dopo una pappardella di considerazioni, “quali iniziative di competenza, anche di carattere legislativo, intenda assumere il Governo al fine di riallineare la carriera dei ruoli direttivi del Corpo di Polizia Penitenziaria a quella degli omologhi ruoli delle altre forze di polizia ad ordinamento civile e così superare l'evidente disparità di trattamento tra appartenenti a Corpi tra essi assimilabili e nel contempo evitare il probabile ricorso, da parte degli interessati, alla giustizia amministrativa, come già accaduto in passato per altro personale delle forze armate, con ogni consequenziale aggravio di spese a carico esclusivo dello Stato”.

Il riallineamento delle carriere dei Commissari del Corpo, dunque, con quello degli omologhi delle altre Forze di Polizia.

Dell’omogeneizzazione delle carriere degli ispettori, anch’essi con gli omologhi della Polizia di Stato? Niente.
Dell’omogeneizzazione delle carriere dei Sovrintendenti, a partire dall’equiparazione della decorrenza giuridica del grado tra i vari corsi? Zero.
Del ruolo unico Agenti, Assistenti e Sovrintendenti? Nulla, zero, niente, nisba.

La senatrice Ginetti (indotta in errore? E da chi?) ha pensato bene di indirizzare l’unico suo atto parlamentare per il Corpo di Polizia Penitenziaria chiedendo e sollecitando solamente ciò che più direttamente può interessare a lei: il riallineamento del ruolo direttivo.

I direttori, che pure non avevano alcun proprio esponente tra i parlamentari, fecero approvare una legge, la Meduri, che portò benefici (ingiusti e sproporzionati, peraltro) a tutta la categoria. Noi, che invece una poliziotta senatrice l’abbiamo, dobbiamo constatare che gli interessi personali prevalgono su quelli generali e di categoria…. 

Si vede che siamo unici anche in questo.

Nadia Ginetti, Poliziotta Penitenziaria, eletta al Senato con il PD