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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2013  -  stampato il 05/12/2016


C''era una volta il muro di cinta con le sentinelle e le garitte ... Ma poi vennero le idee geniali!

C’era una volta il muro di cinta con le sentinelle armate e le garitte blindate. Poi venne la tanto auspicata razionalizzazione dei servizi e il progresso della tecnologia.

Ci si è detti: “che senso ha sprecare uomini preziosi in servizi di sentinella quando la carenza d’organico ne impone il dislocamento in Sezione? E poi ci sono i sistemi di antiscavalcamento elettronici...”.

Giusto! Ma qualche anno dopo ci ritroviamo con una carenza d’organico che si è aggravata e i fondi per la manutenzione degli avveniristici sistemi di antiscavalcamento sono stati dirottati altrove (che quando si rompono non vengono più riparati).

Oggi qualche “scienziato-filosofo” super pagato dice: “che senso ha sprecare preziosi uomini in servizio di vigilanza nelle Sezioni quando la carenza d’organico ne impone il dislocamento in più efficienti ronde di sorveglianza dinamica? E poi ci sono i sistemi di apertura/chiusura dei cancelli...”.

Giusto! Bene! Bravo! Paghiamolo ancora di più questo scienziato-filosofo pregno di idee!

Ma allora aggiungo io la mia idea geniale: “che senso ha fermarci alla vigilanza dinamica e sprecare tante ronde all’interno del carcere, quando la Polizia Penitenziaria potrebbe tranquillamente soggiornare all'esterno del carcere in un residence con piscina, sale relax, campi da calcetto e intervenire solo alla bisogna”?

Ma perché allora non adottiamo direttamente il modello Boliviano che è la naturale evoluzione del famigerato patto di responsabilità dei detenuti?

Bolivia, carcere di San Pedro: un esempio di "vigilanza dinamica" finita male

 

"IL CARCERE AUTOGESTITO DI LA PAZ FINISCE TRA COCA E STUPRI"