www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/11/2014  -  stampato il 11/12/2016


La squadra di calcio della Polizia Penitenziaria ha gli avversari in casa

L’Astrea è la rappresentativa calcistica della Polizia Penitenziaria da 65 anni.

La squadra  nacque del 1948 per volere di una decina di agenti di custodia che volevano cimentarsi nei campionati dillettantistici di calcio.

L’Astrea, nel tempo, è diventata la più importante rappresentativa calcistica in uniforme italiana: nessun altra forza di Polizia o forza Armata può vantare una squadra dello stesso livello.

Per rilevanza, dopo Lazio e Roma, è la terza squadra di calcio della capitale.

L’Astrea ha fatto da trampolino di lancio ad alcuni personaggi di rilievo (con alterni ritorni di immagine) dello sport più importante della nazione.

Massimo De Santis, su tutti, attraverso l’Astrea ha portato l’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria addirittura sui campi della Champions League (prima che fosse coinvolto nello scandalo arbitrale).

Oltre a lui, per l’Astrea sono passati altri personaggi diventati (o già stati), protagonisti nel calcio professionistico italiano.

Ad esempio Rodolfo Gentilini, che ha giocato con la Lazio arrivando a disputare una partita addirittura contro Diego Armando Maradona; oppure Fabrizio Carli, ingaggiato dal Messina di serie B e Fabrizio Pugliese, in organico all’Avellino sempre di serie B.

Possiamo anche citare  Antonello Preiti, dirigente di squadre di serie A come Parma ed Udinese, oppure Stefano Mattiuzzo, direttore sportivo fino alla serie B e Angelo Fabiani, dirigente fino alla serie A.

Caso a parte quello di Pierluigi Di Santo,  ex agente di Polizia Penitenziaria ed ora impiegato civile dell’amministrazione penitenziaria, che per cinque anni è stato direttore sportivo dell’Astrea.

Ebbene, il Di Santo dopo aver frequentato il corso federale di direttore sportivo a Coverciano - durante, e grazie all’incarico ricoperto nella squadra del Corpo - si è trovato più volte ad essere dirigente di una squadra avversaria dell’Astrea nel suo stesso girone.

La domanda sorge spontanea: è plausibile avere avversari che sono nati e cresciuti proprio grazie all’Astrea e che, ancora oggi, hanno una posizione di rilievo all'interno dell'amministrazione?

In realtà il caso Di Santo non è unico.

Negli anni, ci sono stati numerosi episodi che hanno visto ex calciatori dell'Astrea (peraltro ancora in servizio nel Corpo di Polizia Penitenziaria) giocare contro la rappresentativa del Corpo, nonostante più volte il Consiglio Direttivo avesse espresso un divieto in tal senso.

Tuttavia, il caso Di Santo appare ancor di più controverso.

Infatti, mentre i calciatori dell'Astrea passati ad altra casacca potevano vantare, comunque, un trascorso sportivo di buon livello precedente all'arruolamento, Pierluigi Di Santo era un emerito sconosciuto (calcisticamente parlando), senza precedenti esperienze professionali, che è assurto a Direttore Sportivo dell’Astrea soltanto grazie a scelte discrezionali interne all’amministrazione e che ha avuto la possibilità di frequentare il corso di specializzazione della F.I.G.C. a Coverciano soltanto grazie all'Astrea.

In altre parole, Di Santo solo dopo, e grazie, all'Astrea è arrivato a livelli di eccellenza nel calcio, anche professionistico.

In questi ultimi due anni, oltremodo, Pierluigi Di Santo si è trovato ad essere Direttore Sportivo di Giada Maccarese  e  Viterbese, due compagini di serie D inserite nello stesso girone della squadra del Corpo e, pertanto, sue avversarie.

Pierluigi Di Santo, attualmente, è impiegato nella segreteria del dott. Luigi Pagano, con un incarico  che gli permette di conoscere e visionare gran parte della corrispondenza del Dap.

Luigi Pagano, attualmente, sta svolgendo le funzioni di Capo Dipartimento e, di conseguenza, anche quelle di Presidente dell'A.S. Astrea.

Di Santo,attualmente, sta svolgendo le funzioni di segretario del Capo Dipartimento e, di conseguenza, anche del Presidente dell'A.S. Astrea.

Possibile che nessuno intraveda qualcosa di anomalo ... magari un piccolo conflitto di interessi ?