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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/08/2013  -  stampato il 05/12/2016


Carcere di Napoli Poggioreale: "scandalo", anche la situazione sanitaria vacilla

Se da un lato il DAP finalmente sembrerebbe aver dato retta alla denuncia del Sappe delle "possibili" attività di riciclaggio dei soldi da parte della camorra nel carcere di Poggioreale (leggi: Il DAP da ragione al Sappe: circolare contro il riciclaggio dei soldi della camorra nelle carceri) la situazione non è ancora delle migliori perché anche la situazione sanitaria versa (inspiegabilmente...) in cattive acque.

Ora la denuncia arriva da dell'Amapi (sindacato specialisti medici penitenziari) confermata da un'inchiesta del quotidiano Il Mattino. Una situazione che si aggiunge agli altri problemi del carcere con la maggiore presenza di detenuti d'Italia, su cui il Ministro Cancellieri ci auguriamo che prenda le dovute conclusioni sulle capacità gestionali dei vertici dell'Amministrazione penitenziaria.

Vi presentiamo il testo apparso in un articolo del quotidiano nei giorni scorsi.

Celle sovraffollate e sale operatorie vuote. Questa la situazione a Napoli, stigmatizzata in una lettera inviata al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. A intervenire Vittoriano L'Abbate, criminologo, rappresentante nazionale dell'Amapi (sindacato specialisti medici penitenziari), per segnalare "il disagio e la sofferenza dei detenuti che continuano a essere penalizzati anche come pazienti, per il perdurare, immotivato, della chiusura della sala operatoria del centro clinico dì Poggioreale, che comporta a tutt'oggi trasferimenti in altre strutture, dopo addirittura anni dì attesa anche per banali interventi chirurgici con grosso dispendio di risorse economiche e umane".

Una emergenza, quella sanitaria nel carcere di Poggioreale, emersa anche dall'inchiesta condotta dal Mattino nei giorni scorsi. L'Abbate sottolinea che lo stop agli interventi chirurgici nel carcere dura già da quattro anni, ed è off-limits anche il complesso operatorio di Secondigliano.
"Più volte è stata segnalata tale situazione anche al Dipartimento amministrazione penitenziaria e al ministero della Giustizia per le proprie competenze senza alcuna risposta operativa così come più volte "Il Mattino " ha sollecitato i funzionali competenti dell'Asl Napoli 1 senza che la problematica potesse essere risolta. La direzione del carcere, molto sensibile, mi risulta - scrive il sindacalista - abbia esperito tutti i tentativi che, però, sono risultati vani". Quindi il nuovo appello.

Intanto, dal 2008 la salute dei detenuti - prima rimessa al ministero della Giustizia - è di competenza delle Asl. "Ma l'attuazione pratica della riforma sta determinando non poche disfunzioni", interviene Mario Barone, presidente campano di Antigone, che aggiunge: "Data la gravità della situazione, l'associazione nei mesi a venire si concentrerà sul problema salute in carcere. Se, per un verso, le principali responsabilità vanno ricercate "fuori le mura", per un altro verso, ci sono delle responsabilità direttamente imputabili all'amministrazione penitenziaria".

Barone avvisa: "Il carcere, se non è a norma, rischia di diventare un ambiente patogeno: nella maggior parte dei padiglioni di Poggioreale non c'è la doccia in cella con l'acqua calda, come previsto dal regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario. I nostri osservatori hanno, poi, potuto riscontrare nelle celle una vera e propria contiguità fisica tra gli igienici e gli spazi utilizzati per cucinare. Sovraffollamento estremo e calura estiva fanno il resto".

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