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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/08/2013  -  stampato il 03/12/2016


Ciao Marcello, collega ucciso due volte!

Sono letteralmente sconvolto. La visione dell’agghiacciante video messaggio, postato su you tube dal compianto collega Marcello Pesiri, ai propri figli mi ha lacerato l’anima per il dolore provato.

Un suicidio lucido, premeditato il cui messaggio ai familiari viene aggiornato ai tempi in cui viviamo. La classica lettera, o il biglietto d’addio, che in molti lasciano prima di suicidarsi, viene sostituita da un video messaggio struggente, con il sottofondo de “il mio canto libero” di Lucio Battisti, le cui parole, alla luce del suicidio assumono un significato inquietante.

La fredda statistica ci consegna ormai dei numeri terrificanti: un suicidio al mese; 10 – 12 poliziotti penitenziari che decidono di uccidersi per i più svariati motivi. Un fenomeno allarmante che in altri paesi Europei, sicuramente più civili del nostro, avrebbe costituito motivo di istituzione di una commissione d’inchiesta. In paesi più civili dell’Italia, ad esempio, probabilmente, i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di fronte ad un fenomeno così preoccupante, si sarebbero dimessi (…ma come si fa a rinunciare a quei stipendi da favola??) per non aver formulato nessuna proposta seria in tanti anni di stillicidio penitenziario, se non l’attivazione di una “help line” cui nessuno mai telefonerà, conscio delle conseguenza personali e sul servizio cui potrebbe andare incontro confessando al telefono, ad un interlocutore sconosciuto, le proprie debolezze o il proprio momento di difficoltà.

Ha ragione Donato Capece quando parla di un’Amministrazione matrigna, capace di scontentare tutti i suoi “figli”, con i suoi provvedimenti talvolta illogici, talvolta autoritari nonostante le contestazioni della base, talvolta irrispettosi del ruolo o delle funzioni dei suoi appartenenti.

Un’amministrazione che lascia il proprio patrimonio edilizio alla mercè degli agenti atmosferici e dell’usura del tempo, non sfruttandoli nemmeno come foresteria e con i soldi incamerati permettere agli agenti di dormire in caserma senza dover pagare questa ennesima odiosa tassa di soggiorno senza che in tanti casi, causa la fatiscenza delle caserme (ma Tamburino ha mai visto la caserma dell’Ucciardone???) la quota pagata non corrisponde ai servizi offerti.

Un’amministrazione che non vende le proprie auto blu (i famosi freelander da 100.000 euro ciascuno) per investire i soldi nelle caserme, ma che continua a succhiare il sangue dei propri figli (gli agenti) i più indifesi e quelli con meno voce in capitolo, pur rappresentando la parte preponderante di questa “amministrazione matrigna” che, con la scusa della spending rewiew vuol far pagare ai colleghi pendolari o a coloro che sono costretti a soggiornare in caserma poiché, ad esempio a causa di una separazione con il coniuge non riescono più a pagare l’affitto di una casa.

Un’amministrazione che non batte ciglio se, per assicurare le vacanze di persone, che a qualsiasi titolo sono sottoposte a protezione con a seguito le scorte, spende migliaia di euro (in un solo mese) in missioni forfettarie, buoni benzina, fatture ecc. per la corte a loro seguito: per queste cose non esiste la spending rewiew? I conti dello Stato chi li deve sanare? Gli agenti aggrediti, umiliati e offesi che dormono in caserma?

Un’amministrazione che dovrebbe sfornare nuove idee sul suo futuro e nella commissione all’uopo costituita non nomina né un commissario, né un direttore, né un educatore ma nomina una persona che coltiva piante di cannabis a casa (per scopo terapeutico e per disobbedienza civile, così scrive sulla sua pagina fb che a quanto pare vedo solo io) senza che questo indigni minimamente il nostro Capo del DAP che dovrebbe almeno rimuovere questa persona, visto che nella punta estrema dello stivale in questi giorni, un ragazzo per aver coltivato qualche piantina di cannabis nel suo giardino è stato arrestato e condannato per direttissima a 10 mesi di reclusione……mentre altre persone, ex politicanti, vengono premiate con incarichi prestigiosi.

Un'amministrazione che somiglia sempre più a quella sovietica dei tempi di Stalin, che codifica persino le esequie degli appartenenti al Corpo di P.P., stabilendo come e quando devono avvenire i funerali e il numero delle unità previste (sempre dietro richiesta del familiare e non per iniziativa di un direttore o di un comandante) per partecipare ai funerali, chiaramente a secondo del “rango” del morto; e se poi i funerali dovessero svolgersi fuori dal comune ove è situato l’istituto è probabile che la partecipazione della rappresentanza non venga autorizzata a causa della spending rewiew, salvo andarci liberi dal servizio, a proprie spese (possibilmente in divisa così l’amministrazione fa figura!!!). E’ per questo che l’aver negato una rappresentanza ufficiale alle esequie del povero Marcello morto suicida per “motivi personali” (così non strumentalizziamo la sua morte come chiede un noto sindacalista “brutta copia di Capece”) mi lascia una profonda amarezza e che ogni giorno di più, come migliaia di colleghi delusi, ci fa anelare l’agognato giorno della pensione.

DAP nega picchetto d'onore ai funerali del collega suicida ad Ariano Irpino

 

Benessere del Personale e suicidi nella Polizia Penitenziaria.