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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/12/2009  -  stampato il 03/12/2016


Si pente il mafioso Giuseppe Maria Di Giacomo, che guiḍ il commando che uccise Luigi Bodenza

 La notizia è di pochi minuti fa. A Catania si è tenuta questa mattina un'udienza del processo nei confronti di Sebastiano Scuto, il re dei supermercati in Sicilia, i cui legali hanno citato a deporre Giuseppe Maria Di Giacomo, boss del clan mafioso dei Laudani, il quale avrebbe reso dichiarazioni che discolpano l'imprenditore di San Giovanni La Punta. Oggi si è saputo che l'ex boss ha iniziato da un anno a collaborare con la giustizia. Di Giacomo e' stato per un decennio il braccio armato della famiglia Santapaola, un sicario sanguinario e spietato. Per vendicarsi di un carabiniere che lo aveva scoperto con un'amante in un casolare di campagna, il 18 settembre del 1993, progettò l'attentato contro la caserma di Gravina di Catania. Intorno a mezzanotte l'ordigno brillò, seminando il panico tra gli abitanti del paese. Fortunatamente non ci furono vittime. Neanche sei mesi dopo, il 25 marzo del 1994, cadde sotto i colpi di pistola l'agente di polizia penitenziaria Luigi Bodenza, e fu di Giacomo a guidare il commando. Un anno dopo l'omicidio dell'avvocato Serafino Fama, ex legale del capomafia Giuseppe Pulvirenti, assassinato vicino al suo studio legale la sera del 9 novembre del 1995. Di Giacomo lo condannò a morte perchè non aveva saputo difendere la cosca. Adesso la collaborazione.

Vabbè, direte voi: non è il primo e non sarà certo l’ultimo degli criminali che hanno deciso di pentirsi.
Una cosa è certa: si può forse essere ex mafiosi (!?) ma di sicuro non ex assassini.
Il mio pensiero va, oggi in particolare, ai familiari del povero Luigi Bodenza.