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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/08/2013  -  stampato il 03/12/2016


Forse qualche buona idea sulle carceri si può raccogliere anche ascoltando le chiacchiere da bar …

Se c’è una cosa che può aiutare a svuotare le carceri e ad avere oltrechè un risparmio, anche un beneficio per la società, è sicuramente il lavoro di pubblica utilità, da fare eseguire ai detenuti. Tanti professori, tanti tecnici, politici illuminati non fanno altro che parlare di come deflazionare l’attuale affollamento carcerario, di riformare l’esecuzione penale, ma purtroppo nessuno pensa concretamente a come e cosa fare. Noi che siamo uomini qualunque e facciamo discorsi da bar, tra un cornetto alla crema e un caffè macchiato,  le idee le abbiamo, ma non siamo né mai potremo essere consulenti del Ministro, pertanto le nostre idee le possiamo solo esporre solo quando sorbiamo un caffè allo spaccio. Il ricorso alle pene alternative sotto la custodia e la vigilanza della Polizia Penitenziaria potrebbe essere una delle soluzioni.

Immagino dei pullman che la mattina facciano un giro prestabilito, caricando questi condannati agli arresti domiciliari ed accompagnarli sul luogo di lavoro, o meglio di quella che è la condanna o comunque del lavoro stabilito dal Giudice al fine di risarcire il danno alla collettività, ovvero, ad esempio:

1)    Costruzione di argini fluviali;

2)    Pulizia dei letti dei fiumi o dei torrenti;

3)    Pulizia delle coste, spiagge o dei fondali;

4)    Bonifica di paludi e terreni;

5)    Pulizia delle caditoie;

6)    Disserbatura lungo le strade comunali;

7)    Pulizia delle aiuole;

8)    Pulizia dei canili municipali;

e potrei andare ancora avanti con tante altre proposte ma mi fermo. Alla fine della giornata lavorativa, anche di 4 – 5 ore, la Polizia Penitenziaria riaccompagnerebbe i detenuti al loro domicilio. Stabilire ad esempio che per 1 mese di lavoro svolto a favore della collettività vengano abbuonati giorni di reclusione da scontare, ovvero lo sconto di pena dato a quei detenuti che “realmente”  fanno qualcosa per la società.

Le idee più semplici sono quelle valide. Non c’è bisogno di spendere milioni di euro per consulenti o infilare strani personaggi che coltivano la cannabis a casa (senza che ciò susciti indignazione nel nostro capo del DAP)  nella commissione per approntare proposte per migliorare la situazione penitenziaria, basterebbe solo recarsi la mattina al Bar dello Sport e, tra un caffè e una birra Peroni, ascoltare ciò che pensa la gente del carcere e dei detenuti.