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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/09/2013  -  stampato il 04/12/2016


Non esistono carceri “belli” e carceri “brutti”. Non ha senso “classificare” gli istituti penitenziari, specialmente Sant’Angelo dei Lombardi

Non esistono “ carceri belli o carceri brutti ” è la risposta che vogliamo fornire a chi classificava ottimo e punta di diamante l’Istituto di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, come fosse un eden rispetto ad altri Istituti.

I penitenziari, secondo il nostro parere, sono tutti luoghi di estrema sofferenza umana ed oggetto di quotidiane ed inaspettate criticità imprevedibili.

Tra l’altro, bisogna osservare, in proposito, che la struttura in questione è la più recente per edificazione rispetto ad altre strutture che superano tutte abbondantemente i 50 anni nella regione e la popolazione detenuta dell’Istituto irpino resta contenuta ed è selezionata prima dell’assegnazione per posizione giuridica e fine pena.

Il Sappe primo sindacato di categoria della Polizia Penitenziaria, in più occasioni, ha ribadito la necessità che i detenuti devono vivere la detenzione secondo i dettami ordinamentali e costituzionali, anche perché quanto più stanno bene i detenuti tanto più stanno bene i Poliziotti nel loro servizio.

L’azione del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria resta soprattutto rivolta in primis, alle esigenze del Personale che opera sul territorio nazionale, quindi non possiamo condividere differenze di giudizi ed apprezzamenti verso il Personale che opera nelle diverse strutture, siano esse quelle di Sant’Angelo dei Lombardi, di Poggioreale od altre.

Le componenti e gli elementi alla base del buon funzionamento delle strutture penitenziarie sono tanti e diversi che devono anche coincidere tra di loro.

Invece, a dire della uil-penitenziari attraverso alcuni comunicati, solo tre sembrerebbero gli Istituti che funzionano in Italia tra cui uno è quello proprio di Sant’Angelo dei Lombardi.

Purtroppo a smentire le dichiarazioni del coordinatore generale della uil-pen, è giunta la triste e drammatica notizia di un ennesimo suicidio di un anziano detenuto, suicidio guarda caso messo in atto proprio nell’Istituto di Reclusione santangiolese.

Non intendiamo creare demagogie e strumentalizzazioni su drammatici eventi, né sulla qualità della detenzione dei ristretti, ma ci teniamo a sottolineare che l’impegno del nostro sindacato di categoria è quello di garantire al Personale della Polizia Penitenziaria tutti i diritti oggettivi e soggettivi spettanti.

A tal proposito dobbiamo evidenziare che la sede di Sant’Angelo dei Lombari, aperta da dieci anni, non ha ancora una pianta organica definita e stabile sia per quanto concerne il personale del comparto sicurezza sia per quello del comparto ministeri.

Il Sappe ha inoltre denunciato più volte che conseguenza di ciò è costituito dal fatto che il Personale del Corpo di Polizia viene impiegato ordinariamente in compiti di certo non Istituzionali con turnazioni fisse a discapito del Personale impiegato in turni più usuranti H.24.

Per quanto concerne l’organico del Corpo presente a Sant’Angelo bisogna ancora evidenziare che un contingente rilevante di Personale risulta ancora assegnato temporaneamente ormai da anni occupando posti che dovrebbero essere destinati al Personale più anziano che figura in posizione utile nella graduatoria nazionale che da anni cerca di raggiungere, invano, la sede richiesta.

È necessario rappresentare che il servizio della Polizia Penitenziaria svolto presso l’Istituto di Sant’Angelo è praticamente adempiuto in una sede disagiata sia per le condizioni geografiche – altitudine -, climatiche e difficoltà di comunicazione con i mezzi di trasporto, mentre alle altre FF.OO. vengono riconosciute particolari indennità e benefici per tali disagi e al nostro Personale, oggi, sono ancora negati.

Non a caso, il Sappe di Avellino ha in diverse occasioni vantato la struttura in questione per l’efficienza, ma nello stesso tempo non si può dimenticare mai di evidenziare le criticità e i disagi che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria affrontano tutti i giorni presso la Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, questioni queste oggetto di dettagliate corrispondenze delle quali, pazientemente, si è ancora in attesa di ricevere le dovute risposte .