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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2013  -  stampato il 09/12/2016


Dirigenti DAP con RANGE ROVER mentre furgoni della Polizia Penitenziaria cadono a pezzi

 

Scorte Polizia Penitenziaria. sprechi DAP sulle Traduzioni detenuti

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Metà del parco auto della polizia Penitenziaria non può circolare. I mezzi sono o dal meccanico o non hanno passato la revisione. Dopo lo scandalo scorte ecco quello dei blindati che cadono a pezzi.

Mentre politici e dirigenti del Dipartimento di Polizia Penitenziaria si trattano bene, benissimo. Dispongono di bolidi che costano dai 100 mila euro in giù. Ma di poco.

Sono Bmw 750, Audi A6, Subaru 3000. La più "piccola" è tedesca serie 330. I sindacati di polizia fanno la voce grossa. I servizi pubblicati da Il Tempo hanno dato la stura alla rabbia: "È assurdo", "Indegno", "Facciamo i salti mortali per quattro lire". Sono indignati perché hanno sempre denunciato lo spreco e non è mai successo niente. Sull'orlo di una crisi di nervi "per l'enorme sperpero di denaro pubblico per i molti servizi di scorta o tutela".

Il Sappe ha scritto al ministro Annamaria Cancellieri, costretto "ad evidenziare che la gestione degli automezzi non sempre è ispirata a criteri di diligenza e correttezza, con la conseguenza del verificarsi di abusi ed irregolarità dalle quali potrebbero derivare gravi responsabilità d'ordine contabile, amministrativo e penale". Alza il tono pure il Coisp del segretario generale Franco Maccari: "L'unica cosa che non si fa mai attendere è il taglio alle nostre risorse e ai nostri mezzi". E infatti questo è l'altro capitolo amaro.

Il nostro giornale ha rivelato il numero delle auto dei Commissariati e quello delle vetture fuori uso. Un bilancio che la dice tutta sulle condizioni in cui i poliziotti sono costretti a lavorare. La voce "mezzi" è un tasto dolente anche al Dipartimento della Polizia Penitenziaria. Portelloni che non si chiudono, sedili a pezzi, pedaliere consumate, pneumatici lisci e minimo 800 mila chilometri di strada percorsi. Sono i carrozzoni blindati, furgoni cellulari che ogni giorno trasportano detenuti e personale di scorta che non sempre basta.

Le cifre all'anno fanno paura: 180 mila traduzioni per un totale di circa 400 mila carcerati. Praticamente è una città medio-grande che si sposta su quattro ruote. Un "trasloco" che dovrebbe avvenire con la massima sicurezza. Le cose si aggravano quando si considera che con la riforma avviata qualche anno fa, la penitenziaria non dispone più di presidi e personale medico. La competenza è passata alle Aziende sanitarie locali.

Quindi ogni volta che un prigioniero ha bisogno di visita dentistica, assistenza o di sottoporsi a una semplice radiografia deve essere trasportato nel più vicino presidio sanitario, una media calcolata di 80 mila tragitti ogni 12 mesi.

In questo scenario non sono piccoli i numeri dei veicoli quasi da rottamazione. I sindacati hanno immortalato scene di ordinario degrado. Gli interni dei blindati sono divorati, si aprono voragini sul pianale sotto ai pedali e la ruggine divora i cardini degli sportelli posteriori, precari al primo scossone. Lo dice pure il Dap. Ha un patrimonio di quattromila veicoli.

Quasi la metà sono agricoli e altri non sono destinati ad un uso operativo. Gli altri però dovrebbero marciare. Sono circa 2.500. Eppure la metà è fuori uso, in officina, senza manutenzione o non ha il certificato di affidabilità della Motorizzazione.

IL TEMPO.it

 

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