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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/09/2013  -  stampato il 09/12/2016


Rappresentanza alla festa della Madonna di Porto Azzurro. Ma chi rappresentiamo se sfiliamo in borghese?

Ultimamente si è svolta sull'isola d'Elba una celebrazione religiosa tanto sentita quanto attesa ogni anno dalle migliaia di abitanti che, soprattutto nei mesi più caldi, affollano quei luoghi: la festa della Santa Madonna del Monserrato.

La partecipazione dei cittadini, di qualche turista curioso e delle istituzioni è stata, anche quest'anno, veramente numerosa, segno che talune tradizioni religiose, anche con l'avanzata sempre più prepotente della modernità non perdono mai la loro forza evocativa ed il loro fascino.

Alla modernità, però, non è insensibile il Corpo di Polizia Penitenziaria il quale, sempre al passo coi tempi e nell'ottica di uno sviluppo sempre più europeo delle proprie prerogative (anzi mondiale se si guarda alla Sorveglianza Dinamica), vuole distinguersi anche dal punto di vista del look in manifestazioni ufficiali come quella di cui stiamo parlando.

E così, abbandonate le alte uniformi ancora care ai colleghi della Benemerita o dei Vigili Urbani con quei grossi elmi bianchi sulla testa, che rievocano scene da “Pane, Amore e Fantasia”, i nostri colleghi della Polizia Penitenziaria in stanza sull'isola, unitamente (pare) al funzionario -comandante, hanno deciso di presentarsi in abiti borghesi sfoggiando, per chi non li conoscesse, la placca di riconoscimento che, in bella vista da qualche taschino, li ha resi più simili ai colleghi della “digos” in servizio di contrasto al crimine organizzato che a rappresentanti del Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio di rappresentanza.

Qualche pregiudicato che si era unito al sacro corteo, alla loro vista ha deciso di dileguarsi, perchè ha sentito “puzza di retata” e non ha voluto problemi.

I più distratti non si sono neppure accorti della loro presenza. È forse per questo motivo che la “rappresentanza” ha abbandonato anzitempo il corteo, senza terminare la processione.

Viene da chiedersi: a chi giova tutto questo?