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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/09/2013  -  stampato il 10/12/2016


Sicurezza nelle carceri: interrogazione parlamentare D'Ambrosio Lettieri e Perrone

D'AMBROSIO LETTIERI, PERRONE - Ai Ministri della giustizia e della salute - Premesso che:
secondo il comunicato del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE) di Bari, del 24 agosto 2013, un detenuto 19enne in stato di seminfermità mentale, in una comunità di recupero per patologie psichiatriche di Castellana Grotte (Bari), il 21 agosto avrebbe aggredito 3 agenti penitenziari e un operatore, provocandone il ricovero in ospedale;

lo stesso detenuto, "dopo essere stato riaccompagnato nel carcere di Bari, avrebbe distrutto una stanza e si sarebbe inferto diversi tagli", tanto da dover essere ricoverato presso il policlinico di Bari. Due giorni più tardi, una volta dimesso, "avrebbe dato fuoco ad una cella" dello stesso carcere;

considerato che:
lo stato dei penitenziari nel nostro Paese, e in particolare di quelli pugliesi, permane gravissimo per i livelli di preoccupante e perdurante alta criticità riferiti soprattutto al sovraffollamento, alla cronica carenza di organici e all'inadeguatezza dell'assistenza sanitaria;

oggi il carcere di Bari ospita 439 detenuti a fronte di una capienza di 292 unità;

due terzi dei detenuti sono affetti da patologie di vario tipo e un quarto, circa 100 in particolare, sono affetti da specifiche malattie psichiatriche;

tali patologie, talvolta contratte o riacutizzate dopo l'ingresso nel penitenziario, richiedono un'assistenza continuativa e una costante interazione con i servizi sanitari territoriali, una presenza particolare degli operatori sanitari che devono vigilare, tra l'altro, sulla corretta assunzione dei farmaci;

l'inadeguatezza logistica, strutturale e organizzativa delle strutture e la carenza di personale sanitario, con particolare riferimento alla figura professionale dell'infermiere, indispensabile per l'attività di cura e per la somministrazione dei medicinali, non consentono, tuttavia, nonostante la professionalità e l'abnegazione degli operatori, di fornire un'adeguata assistenza;

considerato, inoltre, che:
quotidianamente si registra un aumento di eventi violenti e di aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria e del personale sanitario operante negli istituti penitenziari;

sempre più spesso gli organi di stampa ripropongono le tematiche riguardanti l'eccessivo sovraffollamento della popolazione detenuta negli istituti penitenziari, ormai tristemente ritenuti vere e proprie "discariche umane";

considerato infine che anche il Presidente della Repubblica ha, più volte, evidenziato le criticità che accomunano gli istituti penitenziari italiani e ha richiamato la perdurante incapacità di realizzare un sistema rispettoso del dettato dell'articolo 27 della Costituzione;

preso atto che:
vi è la necessità di un'indifferibile attività di monitoraggio relativa agli adempimenti delle Regioni per rendere esecutivo il provvedimento di chiusura, rinviato al 1° aprile 2014, degli ospedali psichiatrici giudiziari;

con la conversione del decreto-legge n. 78 del 2013, recante "Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena" (cosiddetto svuotacarceri), sono state rese esecutive le misure minime volte a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario;

i problemi inerenti al regime di esecuzione delle pene detentive e al sovraffollamento penitenziario, che riguardano le esigenze di sicurezza, le finalità di espiazione e di rieducazione della pena, la garanzia dei diritti, la dignità della persona, comportano costi altissimi sotto il profilo umano e sociale e dovrebbero essere al più presto risolti definitivamente anche per sanare una situazione che espone il nostro Paese alle reiterate condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo;

oggi è possibile constatare, ad avviso degli interroganti, l'assoluta impossibilità che il carcere di Bari prosegua la sua attività secondo livelli minimi di funzionamento, riferibili alle garanzie che devono essere assicurate ai detenuti e al personale che vi lavora, nonostante i lodevoli sforzi organizzativi compiuti dai vertici locali e regionali dell'amministrazione penitenziaria,

si chiede di sapere:
se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per garantire, all'interno delle strutture carcerarie, adeguati livelli di sicurezza sia per i detenuti, in particolare quelli affetti da patologie psichiatriche, sia per il personale addetto alla loro vigilanza e cura;

se, in quali modi ed entro quali termini intendano intervenire per colmare il deficit di organico della Polizia Penitenziaria e degli operatori sanitari;

se e quali iniziative intendano assumere affinché sia assicurata un'adeguata assistenza sanitaria ai detenuti nell'assoluto rispetto dei livelli essenziali di assistenza e se i medesimi risultino garantiti anche con riferimento alle disposizioni di cui al decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008 recante "Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria";

se non ritengano di dover assumere urgenti iniziative per verificare le condizioni di lavoro del personale sanitario e del Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri presenti sull'intero territorio nazionale.