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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/10/2013  -  stampato il 02/12/2016


Lo struzzo perde le penne, ma non il vizio; a Lucca nulla di fatto per la sicurezza del personale: continuano le aggressioni agli agenti, adesso addirittura con un tombino !

Era il 5 ottobre 2012 quando raccontammo di una rissa tra detenuti scoppiata all’interno dei passeggi del carcere di Lucca.

Il personale in servizio intervenne per sedare la rissa ma  alcuni detenuti raggiunsero un cantiere interno al carcere e, dopo essersi impossessati di una sega e di un badile, prima aggredirono i colleghi e poi iniziarono una fitta sassaiola con altri detenuti. A fatica si è riuscì a ripristinare l’ordine e la disciplina.

A quel tempo ci ponemmo alcuni inquietanti interrogativi :

I lavori edili in corso vicino ai passeggi rispettavano tutte le norme di sicurezza?

E se le rispettavano è accettabile la disponibilità di attrezzi come seghe, badili e, addirittura, martelli pneumatici a portata dei detenuti?

A quel tempo non ci fu risposta ed il Direttore sembrò preoccuparsi soltanto di comunicare ai mezzi di stampa che nel carcere di Lucca “non era successo niente!” Questa ci sembrò la più classica delle tecniche dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia e non vede (o non vuole vedere) più nulla.

Da allora ad oggi il tempo è passato invano … a Lucca le aggressioni al personale si sono ripetute ancora fino al punto che, qualche giorno fa, un detenuto ha prelevato il coperchio di cemento di un tombino e si è scagliato contro i poliziotti. Uno di questi, colpito con violenza, ha avuto una prognosi di 21 giorni e per almeno 40 giorni dovrà tenere il gesso.

Anche oggi, ora come allora, per qualcuno, che mette la testa sotto la sabbia, “non è successo niente” ? …

Se così fosse, la conclusione è una sola:

Lo struzzo cambia le penne, ma non il vizio !

 
 
 
 

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