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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/10/2013  -  stampato il 03/12/2016


… altro che 10 a 0: se giocavamo a tressette era “cappotto” !

L’amico Nuvola Rossa, con colorito gergo calcistico, ha definito la sentenza Torreggiani come una sonora sconfitta (10 -0).

Questo perché, in un certo senso, la sentenza Torreggiani segna una linea di demarcazione tra quello che era il carcere fino ad allora e quello che sarà dalla Torreggiani in poi.

Il carcere come lo intendevamo noi fino a qualche mese fa non esiste più: rassegniamoci.

Vecchi assistenti capo, di 55 – 56 anni, che si aggirano come zombi perché non c’è più ricambio generazionale; vigilanza dinamica a tutta forza (anche se ancora non si è capito bene cosa sia); le celle tutte aperte, dalle 8 fino alle 16 e oltre; l’aria pomeridiana (con quali agenti? Con le telecamere?); i colloqui sei giorni a settimana e possibilmente due giorni alla settimana di pomeriggio (per permettere ai figli scolarizzati di fare colloqui con il padre dopo la scuola) trascurando il fatto che per fare ciò ci vuole il ricorso alla straordinario (più stanziamenti?); tessere telefoniche pre-pagate ai detenuti per telefonare ai congiunti; più ricorso ai colloqui area verde (dimenticando che molte carceri, ancora, sono vecchi castelli o ex conventi (si potrebbero usare i chiostri……); più attività trattamentali, che vuol dire più ingressi di personale c.d. “civile” all’interno del carcere con un abbassamento inevitabile dei livelli di sicurezza …

Insomma una rivoluzione copernicana!

Cammineremo con il metro nella tasca dei pantaloni, come i carpentieri, per misurare i metri quadri delle celle e li divideremo per il numero dei detenuti, per evitare di incorrere nel reato di tortura.

Cercheremo di fare la conta notturna senza accendere le luci, al fine di non disturbare il sonno dei detenuti e non incorrere in richiami dell’Europa per trattamenti contrari alla dignità umana: il detenuto di notte deve dormire mentre tu - poliziotto penitenziario di 56 anni - devi stare sveglio!!!!

Insomma, da oggi nulla sarà più come prima. Si apre una nuova era.

Un nuovo modo di intendere il carcere più in linea con i dettami europei.

E dire che fino ad ieri,  nei corsi di formazione e aggiornamento, ci inculcavano l’idea che il nostro sistema penitenziario bla bla bla era uno dei migliori d’Europa … che ridere!

E’ bastato l’ultimo Sulemainovic della Serbia (prima di Torreggiani) per mettere in ginocchio lo Stato Italiano (capite, lo Stato!!), lo stesso Stato che dimentica i suoi figli, che gli nega un contratto di lavoro da 8 anni, che li fa andare in pensione con 40 e più anni di contributi o li costringe ad un lungo peregrinaggio da un CIM ad una CMO, che non assume più giovani, lasciando i vecchi a presidio delle carceri.

Lo stesso Stato ora costretto a pagare risarcimenti per migliaia di euro ai detenuti e che adesso nel tentativo di turare la falla e di arginare le migliaia di ricorsi con richiesta di risarcimento danni (mi ricorda la pubblicità: ti piace vincere facile?) si affretta ad emanare disposizioni confuse, ansiogene, imperative, cercando di stravolgere le regole in corso d’opera, confondendo gli operatori e mettendo nel panico Direttori e Comandanti, con termini perentori per l’attuazione di tutto quanto previsto a seguito delle sentenze e delle indicazioni del Comitato contro la tortura.

No, caro amico Nuvola Rossa, altro che dieci a zero: se questa fosse stata una partita di tressette questo si chiamerebbe “cappotto”!

Torreggiani batte la Polizia Penitenziaria 10 a 0