www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/10/2013  -  stampato il 03/12/2016


E lo Stato Italiano dovette “inchinarsi” a Mino Torreggiani

Mino Torregiani, classe 1948, in carcere c' era entrato nel novembre del ' 93.

Era uno di quelli specializzato  nelle rapine ai TIR. Arrestato nell' operazione Golden Truck,  insieme a diversi complici e, nel novembre 2006, era stato trasferito nel carcere di Busto Arsizio. Così era iniziato il suo incubo.

La cella del povero Mino era di nove metri quadri («compreso il mobilio», ricordano i giudici della Ue nelle loro motivazioni), e l' aveva dovuta condividere con altri due detenuti. Poco meno di due metri quadri di spazio vitale a testa. Troppo poco.

Come disumane erano le condizioni dei servizi igienici. Fare una doccia ad esempio, era un' impresa, «mancava sempre l' acqua calda».

A causa condizioni di quel soggiorno forzato, Torreggiani, per due anni non si diede pace, fino a  presentarsi di persona a Strasburgo, senza avvocato.

Capite? Con tutti gli avvocati esistenti in Italia, lui si presentava da solo davanti la Corte di Strasburgo, senza l’ausilio di un avvocato!! 

Insieme ad altri 33 detenuti, aveva contestato una detenzione infernale. E la Corte , l’8 gennaio del 2013, gli ha dato ragione, che tradotto significa: soldi in arrivo per i detenuti delle carceri italiane. Assegni a cinque zeri. I sette carcerati che si sono rivolti alla Corte di Strasburgo e a cui l'Europa ha riconosciuto un risarcimento per trattamento «inumano e degradante» riceveranno circa 100 mila euro ciascuno per danni morali.

L’Italia sta in Europa, pur essendo vicina come standard carcerari al terzo mondo, e quindi  deve ubbidire e subito, in quanto già in ritardo e potrebbe ricevere ulteriori sanzioni dall’Europa.

Ma ricordiamo i nomi dei tenaci detenuti che, oltre a Torreggiani hanno fatto il ricorso e vinto al “superenalotto”: Bazoumana Bamba, Raoul Riccardo Biondi, Tarcisio Ghisoni, Mohamed El Haili, Radouanne Hajjoubi, Afrim Sela.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanza, ha già comunicato ai difensori che, sta già avviando la procedura per il pagamento delle somme accordate dalla Corte Europea.

Chiaramente sono soldi che pagheremo noi cittadini italiani a causa dell’inerzia dei nostri politici che in tutti questi anni non sono riusciti a partorire un provvedimento di clemenza al fine di svuotare le carceri e allargare in questo modo i “metri quadrati” delle celle a disposizione dei detenuti, né  a fare discorsi seri sul problema carcere, in quanto è un argomento che tocca la pancia dell’elettorato e quindi è facile fare demagogia.

Io personalmente questi rimborsi li farei pagare a loro, con un prelievo forzoso sul loro lauto stipendio, ai nostri parlamentari che nel tempo hanno trascurato il problema carceri fino a fare in modo che un Torreggiani qualsiasi (con dovute ragioni dal suo punto di vista) arrivasse a fare “inchinare” lo Stato fino ad ottenere un risarcimento danni … e si sa ... quando ci si inchina che posizione si assume …