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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/10/2013  -  stampato il 07/12/2016


In un Paese normale dopo lo scandalo dei dati falsi sulla capienza delle carceri qualcuno sarebbe stato messo alla porta ...

In un Paese normale, su un problema come quello della condizioni in cui versano le carceri italiane, un problema tanto grave che anche il garante della Costituzione (il Presidente della Repubblica) è costretto ad intervenire da anni con messaggi, moniti e suppliche al Parlamento per spronarli a cercare una soluzione al sovraffollamento e alla condizione dei detenuti, in cui anche l’Europa mette becco e pesantemente, in un Paese normale dicevo, se dovesse venire fuori che l’Amministrazione di quel Paese che sovrintende alla gestione delle carceri e alla corretta applicazione delle Sue Leggi, fornisce dati errati all’opinione pubblica sbagliando la capienza dei posti-letto-detenuti (sono sicuro non per dolo, ma per semplice incapacità dei suoi Dirigenti), il Responsabile politico di quell’Amministrazione, in questo caso il Ministro della Giustizia, prenderebbe severi provvedimenti.

Ma come è possibile? Un Ministro della Repubblica (e non uno qualsiasi ma il Ministro della Giustizia) si umilia (perchè di questo si tratta) e ammette che i dati forniti dal suo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sono inattendibili e che da anni nessuno conosce l’esatta capienza delle carceri in Italia e non succede nulla?!?

Cosa dicono di questo le Associazioni che affermano di difendere i diritti dei detenuti? Dove sono i Garanti? Dove sono i Radicali? Dove sono i giornalisti d’assalto, quelli che fanno le inchieste, quelli che per anni hanno scritto metà degli articoli sul caso Cucchi e l’altra metà su quanto sono bravi a fare reinserimento a Padova e Milano Bollate?

Ma che razza di Paese è questo dove ai vertici delle amministrazioni pubbliche siedono Dirigenti strapagati che non sanno nemmeno fare due conti al pallottoliere?

In un Paese normale certa gente verrebbe messa alla porta senza esitazione! In uno appena più civile si sarebbe già dimessa per la vergogna, per propria dignità.

Ma siamo in Italia e in Italia stiamo ancora a filosofeggiare di sorveglianza dinamica e a discutere se applicare l’amnistia o l’indulto o tutti e due, mentre un Ministro della Repubblica se ne va ancora in giro a parlare di carcere, senza sapere nemmeno di cosa parla (perchè non ha i dati reali in mano), senza prendere alcun provvedimento per arginare le evidenti incapacità dei suoi Dirigenti dello Stato.

Allora Signor Ministro? Almeno ora sarà il caso di prendere qualche provvedimento?

Altrimenti ci venga Lei d'ora in poi a parlare con le decine di colleghi che ogni giorno vengono rapportati disciplinarmente per qualche lieve infrazione ...

Oppure con quelli che - puntualmente - si vedono consegnare un avviso di garanzia quando scappa un detenuto ...

 

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