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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/11/2013  -  stampato il 03/12/2016


Cancellieri, Ligresti e l'ipocrisia dei difensori dei "poveri detenuti"

Queste parole non sono rivolte ai colleghi della Polizia Penitenziaria, che queste cose le conoscono già.

Mi rivolgo ai miei amici, conoscenti, ad altre persone che del carcere conoscono solo quello che leggono ogni tanto sui quotidiani e su Facebook, persone con le quali mi sono sempre trovato a disagio quando il discorso arrivava su chi difende i diritti dei detenuti.

Dopo il caso Cucchi ho rinunciato a cercare di spiegare che la Polizia Penitenziaria tutela e salva tantissimi detenuti all’anno, più di qualunque altra organizzazione, associazione, singolo esponente politico (per fare un esempio: Suicidi in carcere: ecco la scomoda verità di cui nessuno parla...), perché dopo anni di silenzio-assenso da parte del DAP, ormai ad uccidere il “geometra” Cucchi (un "geometra" che però spacciava droga) siamo stati noi poliziotti penitenziari.

Avevo anche rinunciato ad esporre la mia convinzione che, alle tante persone/organizzazioni che dicono di difendere i “poveri detenuti”, in realtà non gliene frega nulla dei diritti dei detenuti, né di quelli che poi risulteranno innocenti, né di quelli colpevoli con sentenze definitive. Secondo la mia modesta opinione, si tratta solo di un gioco delle parti con in mezzo un pretesto (i detenuti) per tirare la giacchetta da una parte o dall’altra. Un bottino di sofferenza da cavalcare, una bandiera come tante da esporre e dire di seguire, ma sempre e solo per trarne un vantaggio politico.

La vicenda dell’interessamento del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri nei confronti di Giulia Ligresti, una detenuta eccellente sua amica di famiglia, invece ci offre a tutti l’occasione di fare maggiore chiarezza, di separare il grano dal loglio, di capire chi effettivamente si spende a favore dei diritti (compresi quelli dei detenuti) e chi adotta due pesi e due misure, in base all’occorrenza e alla convenienza politica del momento.

La differenza tra “difendere” e “approfittare” è davvero minima in certi casi, perciò è sempre difficile distinguere le due cose. Bisogna conoscere le persone, le situazioni, gli antefatti e taluni tasselli nascosti che invece, allineati, tracciano una linea ben definita.

Secondo il mio modesto parere per esempio, gli interventi di Luigi Manconi nella vicenda Cancellieri-Ligresti sono quanto di più ipocrita abbia ascoltato nel recente passato tra le persone che si autoproclamano difensori dei “poveri detenuti”.

LUIGI MANCONI: attuale parlamentare del PD, Presidente dell’Associazione “A buon diritto”, ex Sottosegretario al Ministero della Giustizia con delega al DAP e alla Polizia Penitenziaria (eeeh quante cose ha fatto per la Polizia Penitenziaria…)