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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2013  -  stampato il 06/12/2016


La Polizia Penitenziaria e i mezzi di servizio: quando la sicurezza, dal carcere si sposta su strada

Il servizio delle traduzioni, viene svolto dal Corpo di Polizia Penitenziaria. Un servizio, che coinvolge di fatto le attività di accompagnamento coattivo in luoghi esterni al carcere di detenuti e internati che sono sottoposti a fermo, arresto ovvero in condizione di restrizione della libertà personale disposta dall’Autorità Giudiziaria.

C’è da dire, che nel servizio di traduzione, oltre al personale di scorta, diventano fondamentali i mezzi di trasporto della Polizia Penitenziaria. Quest’ultimi, in nessun modo devono essere sottovalutati. Quando un mezzo si sposta, c’è di norma un detenuto o più di uno, nonché il personale di scorta, che escono dal carcere!

Quindi, migliorare in modo costante la “sicurezza su ruote”, è un imperativo certo che per nessun motivo deve correre il rischio di tramutarsi in un’incognita!

Oggi più che mai, la Polizia Penitenziaria si trova ad adempiere un carico di “lavoro su strada” piuttosto cospicuo e di grande responsabilità.

Basta uno sguardo quotidiano, per comprendere come realtà comune sono gli spostamenti del detenuto e internato in udienza in Tribunale, ovvero presso gli ospedali per le visite ambulatoriali programmate nella migliore delle ipotesi oppure in caso di invio immediato, quest’ultimi destano maggiore disagio perché occorre improntare la disponibilità del mezzo di supporto per scorta ambulanza all’improvviso, o soltanto del mezzo in caso di invio immediato con mezzi ordinari dell’Amministrazione Penitenziaria.

Inoltre, la sicurezza dei mezzi di servizio  non deve essere in nessun modo sottovalutata quando si prendono in considerazione gli spostamenti da istituto ad istituto per assegnazione, laddove talvolta il tragitto da percorrere risulta essere anche di parecchi kilometri.

Si può ben comprendere come diverse sono le motivazioni per le quali la Polizia Penitenziaria utilizza i mezzi di servizio a disposizione per gli adempimenti assegnati.

Infatti, il sistema traduzioni detenuti e internati anche minori è stata a suo tempo una grande conquista per il Corpo della Polizia Penitenziaria, dato che, in un primo momento questo compito veniva svolto dall’Arma dei carabinieri e dalla Polizia di Stato.

Sostenere questo importante servizio ogni giorno, diventa quindi fondamentale, al fine di garantire la sicurezza del sistema penitenziario anche “al di fuori”.

Laddove, di fatto, si incontra una realtà ancor più complessa, proprio perché “si esce dal carcere”.